Nella ripartizione fra i Comuni umbri delle risorse destinate ai nuclei familiari umbri che non riescono a pagare il canone di affitto dell’abitazione sono stati seguiti i criteri che possono rappresentare il più possibile lo stato di disagio abitativo presente in Umbria – spiega la Regione – tenendo conto della popolazione residente, l’incidenza delle abitazioni locate rispetto al totale e la media del fabbisogno rilevato negli ultimi tre anni in modo da intervenire in maniera più efficace dove il bisogno è maggiore. “È alto e in crescita anche in Umbria – rileva l’assessore Giuseppe Chianella – il numero delle famiglie che non riescono a far fronte al pagamento dell’affitto e che necessitano del contributo pubblico. A questo incremento non corrisponde però un’adeguata disponibilità di risorse per il Fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione che, al contrario, nel corso degli anni, sono progressivamente diminuite. Una drastica riduzione, fino all’azzeramento, dell’impegno economico statale cui la Regione ha cercato di sopperire con maggiori stanziamenti nel proprio bilancio e introducendo alcune modifiche nelle procedure di assegnazione dei contributi. Con la riassegnazione delle risorse statali, dal 2014 – aggiunge – sono stati reintrodotti i criteri di ripartizione adottati fino al 2011 e tutti i Comuni, non solo quelli che li cofinanziavano, sono stati autorizzati ad emanare i bandi per definire le graduatorie degli aventi diritto agli aiuti. Nel riparto dei circa 2,3 milioni di euro per l’anno 2015, la Giunta regionale ha stabilito di attribuire una premialità a quei Comuni che hanno integrato con proprie risorse il fondo per la locazione, pari alla metà dell’importo che essi stessi hanno previsto”.