Una cassa di espansione con una superficie utile di invaso di 50 ettari e la capacità di trattenere volumici idrici per oltre 1.800.000 metri cubi che contribuirà significativamente alla riduzione della pericolosità idraulica delle aree di Po’ Bandino, Moiano, Chiusi Scalo e Ponticelli, oltre alla messa in sicurezza del tratto ferroviario della linea Firenze-Roma. Questa è la grande opera realizzata sul torrente Tresa attraverso finanziamenti della Regione Umbria con fondi del Ministero dell’Ambiente e dell’Ente attuatore Consorzio per la bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia per un investimento di circa 5 milioni di euro. Un investimento da circa 5 milioni di euro. “Questi luoghi – ha affermato la presidente Catiuscia Marini – sono centrali rispetto alle infrastrutture nazionali e tutti ricordiamo che gli eventi climatici che nel 2012 portarono criticità in questi territori tagliarono in due l’Italia a dimostrazione della importanza strategica che hanno sempre ricoperto. Ecco perchè questa giornata è importante – continua – una giornata positiva e di festa in cui si inaugura l’opera frutto di ottima collaborazione tra pubblico e privati portatori di interessi generali e che accresce la sicurezza delle comunità. Riconosciamo perfettamente l’utilità di un’opera che già nell’orvietano ha dimostrato di poter evitare danni ben più gravi in caso di esondazione. Questo è il motivo per cui i finanziamenti non solo devono concentrarsi sul ripristino dei danni post evento ma soprattutto bisogna investire sulla prevenzione e sulla responsabile gestione del territorio e di conseguenza sulla manutenzione. Quest’opera è anche l’esempio del valore dei consorzi di bonifica e dell’ottimo esempio che qui c’è stato di integrazione con gli Enti locali”. Nello specifico l’evento alluvionale che nel novembre 2012 ha colpito il territorio si è avvicinato molto, come quantità di pioggia caduta e di massa d’acqua conseguente, ad episodi di frequenza duecentennale: in casi del genere, nella sezione interessata dalle opere corso, l’acqua che transiterebbe su questo tratto del torrente Tresa arriverebbe a 200 metri cubi al secondo; di questi, 95 m³/s sarebbero convogliati all’interno della cassa di espansione, per cui si tornerebbe al valore di circa 100 m³/s, che il sistema idraulico del torrente a valle sarebbe in grado di assorbire. La funzione della cassa di espansione è dunque quella di accumulare acqua per poi rilasciarla gradualmente, nell’arco delle 48 ore successive.