Una stanza “Codice Rosa”, presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Terni, dedicata alle donne vittime di violenza. E’ stata realizzata con la collaborazione dell’Associazione Soroptimist International Club di Terni, che ha contribuito alla realizzazione dell’allestimento e all’acquisto dell’arredamento. La nuova stanza accoglierà le donne vittime di violenza che si recheranno al Pronto Soccorso per le prime cure e le prime dichiarazioni, in modo da garantire alla vittima la massima riservatezza e facilitare in piena sicurezza le azioni di tutela (compresa la denuncia) e di difesa da ulteriori episodi di violenza fisica e psicologica.

“L’accoglienza e l’immediata gestione della donna che ha subito violenze – spiega il direttore del Pronto Soccorso Giorgio Parisi – vanno gestite in un ambiente protetto con delicatezza e competenza, secondo un protocollo condiviso da tutto il personale sanitario dedicato. Tutti gli operatori, con la collaborazione h24 e la presenza al Pronto Soccorso, in giorni prestabiliti, del Centro Anti Violenza di Terni Liberetutte, sono già stati preparati per offrire questo primo tipo di assistenza. La proficua collaborazione con questa associazione favorisce anche il tempestivo coinvolgimento dei soggetti istituzionali pubblici e privati che nel territorio sono preposti alla tutela delle vittime”.

“Le politiche regionali adottate per la prevenzione, l’intervento precoce e il contrasto alla violenza sulle donne – ha affermato dal canto suo il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria”, Maurizio Dal Maso, ringraziando l’Associazione Soroptimist – si concretizzano con percorsi, e in questo caso anche spazi, correttamente orientati alle donne”. Richiamandosi poi al recente convegno su “Neuroscienze e Donna”, il direttore Dal Maso ribadisce la sua massima attenzione alla donna come paziente e come professionista. “Ci interessa che l’ospedale di Terni diventi un punto di aggregazione e di riferimento nazionale per le buone pratiche nella medicina di genere, attraverso l’individuazione di percorsi ad hoc per le patologie e le esigenze femminili. E in tale contesto sarà fondamentale integrare la sensibilità delle donne professioniste, che rappresentano anche una preziosa risorsa per intraprendere una reale innovazione organizzativa e per trasformare l’azienda in una vera palestra del fare”.