Contenuti e finalità del nuovo Codice sugli appalti, licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri e che ora dovrà essere definitivamente approvato entro il 18 aprile, sono stati approfonditi nel corso di un seminario che si è tenuto a Villa Umbra. Il nuovo testo, che nell’arco di 45 giorni sarà sottoposto alle valutazione della Conferenza Stato Regioni e del Consiglio di Stato, rappresenta una vera e propria rivoluzione, basata su un diverso approccio culturale all’intera materia. Il nuovo testo sugli appalti semplifica notevolmente il quadro normativo di riferimento, componendosi di poco più di 200 articoli rispetto ai quasi mille del sistema attuale.

“La Regione Umbria – ha annunciato l’assessore regionale Fernanda Cecchini – sta lavorando alla realizzazione di una centrale unica di committenza regionale sia per gli acquisti che per gli appalti, un obbiettivo che intendiamo raggiungere entro l’anno, anche andando a sostenere economicamente i soggetti di Area vasta o quelli che si associano per garantire competenze sul territorio in materie certamente complesse. La nuova normativa sugli appalti – ha aggiunto Cecchini – sembra superare le criticità che finora hanno caratterizzato il settore, sia in termini di maggiore trasparenza e certezza delle procedure da seguire, sia in termini di efficienza ed efficacia. Il provvedimento rappresenta un ulteriore tassello nel processo di innovazione del Paese e della pubblica amministrazione che deve sempre dar conto del proprio lavoro ai cittadini. In questo quadro – ha aggiunto Cecchini – la formazione costituisce un elemento importante perché sono poi le persone che devono attuare i provvedimenti e vanno quindi acquisite specifiche competenze. La giornata promossa da Villa Umbra, su norme licenziate solo ieri dal Consiglio dei ministri, testimonia la capacità di questa struttura di essere all’altezza delle evoluzioni che si susseguono a livello normativo”.

Soffermandosi sul ruolo di controllo preventivo e successivo, di gestione e di corretto utilizzo delle risorse della Corte dei Conti, il presidente Angelo Canale ha evidenziato come in materia di appalti pubblici “c’è necessità di ridurre la quantità della normazione e di migliorare la qualità delle norme, attraverso un processo di razionalizzazione e semplificazione. Rinnovare il sistema di riferimento – ha aggiunto – per ridurre i passaggi burocratici e i tempi procedurali senza perdere di vista il principio di legalità. Il lavoro che è stato fatto dalla Commissione sugli appalti è stato incredibile, si è scelta la strada di una normativa snella rispettando i tempi previsti. Il testo – ha concluso – rappresenta un buon volano per il settore, che porterà benefici a chi lavora sul materia, dalle amministrazioni appaltanti, alle imprese, agli organi di controllo e verifica giudiziale, ma soprattutto per i cittadini che sono gli utenti finali, perché se tutto funzionerà ci saranno ricadute positive per l’economia e l’occupazione”.