E’ stata ristrutturata e potenziata la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Santa Maria” di Terni, dove oltre a nuova tecnologia sarà ora presente un neonatologo 24 ore su 24. Il reparto, diretto dal dottor Francesco Crescenzi, è uno dei due poli regionali per le cure intensive neonatali. I lavori di ristrutturazione, eseguiti tra l’ottobre ed il dicembre scorsi, hanno comportato anche l’adeguamento impiantistico, al fine di riqualificare gli ambienti ed implementare la qualità del servizio, nel rispetto dei più moderni standard.

Organizzato con 4 posti letto di terapia intensiva neonatale, 4 di subintensiva e 1 di isolamento, ora il reparto può offrire ai piccoli pazienti e ai loro genitori migliori condizioni in termini di comfort, sicurezza e qualità in tutto il percorso diagnostico-terapeutico. L’intervento ha comportato un costo di circa 100.000 euro per la ristrutturazione e 300.000 euro per il rinnovo delle attrezzature.

“Il reparto – ha spiegato il dottor Crescenzi – assiste oggi circa 30 neonati prematuri con peso alla nascita sotto i 1.500 grammi e circa 20 con peso superiore ma con necessità di cure intensive. I neonati prematuri sono seguiti in un programma di follow up a lungo termine per valutarne possibile morbilità con risultati attualmente incoraggianti”.

In occasione dei lavori di ristrutturazione, il reparto è stato dotato di nuovi macchinari con tecnologia all’avanguardia di tipo sia diagnostico sia terapeutico. In particolare, dopo la sonda cardiologica pediatrica donata lo scorso dicembre dall’associazione Terni x Terni = anch’io e un ecocardiografo acquistato dall’Azienda, sono state installate nuove apparecchiature con strutture di supporto che permettono una razionalizzazione degli spazi, migliorando, in termini di assistenza e logistica interna, lo standard qualitativo degli ambienti in cui soggiornano i piccoli pazienti. Il reparto è stato inoltre fornito dello strumento per la terapia dell’ipertensione polmonare con ossido nitrico e il trattamento in loco di tale grave patologia cardio-respiratoria, che invece in passato richiedeva il trasferimento in urgenza, e sono in corso di acquisizione nuovi strumenti per il monitoraggio continuativo dei parametri vitali, nuove incubatrici e ventilatori dotati delle più evolute modalità di assistenza respiratoria.