Coerenza programmatica delle scelte effettuate e stretto collegamento tra le attività previste e le risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione: sono queste le linee che definiscono il primo Documento di economia e finanza della Regione Umbria 2016/2018, che andrà a sostituire il Documento Annuale di Programmazione, presentato nell’ambito della riunione di concertazione dei soggetti socioeconomici ed istituzionali.

Il documento individua le priorità secondo l’articolazione in missioni e programmi imposta ai bilanci regionali dal Decreto legislativo 118/2011, raggruppandole in cinque Aree di intervento: istituzionale, economica, culturale, territoriale, sanità e sociale. Per quanto riguarda l’Area istituzionale si confermano come priorità la ridefinizione degli assetti istituzionali e il funzionamento della pubblica amministrazione. Nel 2016 si lavorerà alla riforma delle agenzie regionali, delle società partecipate e degli enti di diritto privato del sistema pararegionale, concentrando in un unico soggetto competenze e responsabilità. Verrà attuata la riforma endoregionale, sia con la riorganizzazione della Regione a seguito dell’attribuzione delle funzioni e del relativo personale proveniente dalle Province, sia con l’accompagnamento degli Enti di Area vasta nell’assumere il ruolo di centri di servizi per gli Enti locali. Sarà approvato il Piano triennale di semplificazione 2016-2018, fortemente integrato con le azioni dell’Agenda digitale e con le azioni in materia di Trasparenza ed Anticorruzione. Per l’Area economica la priorità è individuare e agganciare un percorso di crescita solido e duraturo, capace di portare l’Umbria fuori dalla fase di stallo. Si punterà su innovazione, ricerca, green e smart economy, qualità della formazione. Sarà la Strategia di Ricerca e Innovazione per la Specializzazione Intelligente dell’Umbria a guidare le azioni pubbliche nell’Area economica nei prossimi anni, con particolare riferimento al settennio di programmazione comunitaria 2014-2020. In particolare con le risorse del POR Fesr 2014-2020, si sosterranno interventi in favore delle imprese, principalmente sui temi dell’internazionalizzazione; dell’innovazione; dell’efficientamento energetico; della reindustrializzazione aree di crisi, con particolare attenzione all’attuazione dell’accordo sulla Merloni e all’attivazione di uno strumento di programmazione integrata nazionale e regionale per il rilancio dell’industria nell’Area ternano-narnese. Sono inoltre previsti interventi di “sistema” relativi alla governance delle politiche per la competitività e alla strumentazione da utilizzare, con particolare riferimento alla gestione delle risorse finanziari, anche prevedendo, al posto dei bandi, procedure a sportello per erogare le risorse, più veloci, semplici, trasparenti e meno onerose per le imprese e per la Regione. Relativamente al settore commerciale si continuerà a lavorare sui temi della competitività e innovazione attraverso lo strumento dei Centri commerciali naturali, sviluppando le realtà di Perugia e Terni e favorendo la nascita di nuovi Centri commerciali naturali in altri centri storici dell’Umbria. In tema di Agenda digitale le priorità di intervento si concentreranno su infrastrutture fisiche; piattaforme, servizi ed app dell’ecosistema pubblico; ecosistemi digitali, prioritariamente di scuola-università, imprese, sanità-sociale. Relativamente al turismo, una delle principali leve su cui investire per sostenere lo sviluppo del sistema economico e produttivo umbro, nel 2016 l’Umbria si farà promotrice degli Stati generali del turismo dell’Italia centrale, per confrontarsi e mettere a sistema esperienze già in atto assieme alle regioni limitrofe. Si lavorerà inoltre alla semplificazione e razionalizzazione della strumentazione normativa e programmatica in materia di turismo; verranno ridefiniti ruoli e competenze di Regione e Comuni per superare frammentazioni e dispersione di risorse; accoglienza, offerta e promozione sono le priorità individuate su cui far convergere le risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. E’ prevista una nuova segnaletica turistica in una logica smart e valorizzando funzioni web e mobile, verrà ridefinito il sistema degli uffici per l’Informazione e l’Accoglienza Turistica e prenderà avvio dell’attività di progettazione di una card regionale che faccia riferimento al settore turistico. L’offerta turistica regionale sarà riaggregata su tre prodotti che dovranno identificare l’Umbria: Natura/paesaggio, Cultura/eventi e Spiritualità, da esprimere attraverso un marchio e di un claim coerenti. Per l’agricoltura umbra la nuova stagione di fondi comunitari si concentrerà sul fabbisogno di innovazione per realizzare nuove economie di scala da parte delle singole imprese e delle diverse filiere di qualità. Sarà attuato un nuovo Progetto Speciale per l’olio e l’olivicoltura, lavorando alla candidatura della fascia olivicola compresa fra Assisi e Spoleto a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Per quel che riguarda il tabacco, la filiera va accompagnata verso nuovi traguardi di competitività, qualità, innovazione e sostenibilità ambientale, anche aprendo una approfondita discussione con la Commissione Europea. Per la zootecnia le politiche saranno orientate dal sostegno agli investimenti, alla sostenibilità ambientale fino alla sperimentazione di innovazioni di filiera.

In materia di occupazione, anche se si registrano primi segnali di ripresa il lavoro rappresenta ancora una criticità. Attraverso le risorse del POR Fse 2014-2020 la Regione opererà secondo le direttrici dell’Agenda di Lisbona e della Strategia Europea per l’Occupazione (SEO): occupabilità, adattabilità, imprenditorialità, pari opportunità. Gli specifici strumenti di politiche attive del lavoro che verranno messi in campo sono: Garanzia giovani regionale; lotta alla disoccupazione di lunga durata attraverso l’utilizzo di modelli che fanno riferimento al contratto di ricollocazione; sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato, anche finalizzati alle fasce deboli del mercato del lavoro; interventi a favore dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi; azioni per la crescita delle competenze del capitale umano, in particolare nei settori strategici individuati dalla RIS3 e in coerenza con la programmazione del POR Fesr 2014-2020. Particolare attenzione verrà riservata all’innalzamento della qualità del sistema di formazione regionale. Nell’Area culturale si intende confermare il posizionamento dell’Umbria per ricchezza e qualità dell’offerta culturale, nonostante un quadro finanziario prospettico drammatico. Si lavorerà ad una legge quadro regionale in materia di cultura e della sua valorizzazione al fine di riaggregare l’offerta culturale e raggiungere dimensioni ed economie di scala significative. Nell’ambito dell’Area territoriale è prevista la preadozione del Piano Paesaggistico Regionale e l’avvio di una proposta di legge regionale in materia di consumo di suolo, allo scopo di individuare modalità di regolazione dell’uso del territorio che superi il tradizionale dualismo tra tutela ambientale e crescita economica. Sulla gestione dei rifiuti si continuerà a lavorare per l’incremento della raccolta differenziata e l’adeguamento impiantistico, in particolare connesso al trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani. Per quel che riguarda la qualità dell’aria si lavorerà per dare concreta attuazione alle misure previste nel Piano Regionale per la Qualità dell’Aria. I Comuni interessati saranno richiamati ad una rapida approvazione dei Piani di limitazione del traffico leggero e pesante all’interno delle aree urbanizzate; verrà approvato il Piano regionale per le infrastrutture di ricarica la mobilità elettrica e proseguirà la campagna di comunicazione sul corretto utilizzo delle biomasse legnose, promuovendo la sostituzione dei sistemi di riscaldamento domestico tradizionali con sistemi ad alta efficienza. In merito all’Agenda urbana nella prima metà del 2016 si intende concludere il percorso di co-progettazione dei programmi di intervento delle città coinvolte – Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello – per poi avviare l’attuazione dei primi interventi. Il 2016 è il primo anno di operatività del nuovo Piano Regionale dei Trasporti e dell’annesso Piano di Bacino Unico Regionale. Saranno definite le procedure di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di trasporto nella regione e prima dell’espletamento della gara, si lavorerà per realizzare nell’ambito dei nuovi contratti di servizio ferroviari una più forte integrazione dei vettori dei servizi su ferro – Umbria Mobilità settore ferroviario e Trenitalia – sia per la mobilità all’interno dei confini regionali, sia per i collegamenti con Roma, Firenze e Ancona. Sarà inoltre approvata la Strategia Energetica Ambientale Regionale 2014-2020 e si lavorerà prioritariamente alla realizzazione di diagnosi e certificazioni energetiche degli immobili di proprietà degli Enti pubblici e destinati ad uso pubblico necessarie per accedere al finanziamento di interventi di efficientamento del patrimonio edilizio esistente. Per Area sanità e sociale, il 2016 vedrà l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ed il nuovo Piano Sociale Regionale. Si continuerà a lavorare prioritariamente sulle macroaree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera, nonché su alcune importanti azioni trasversali di sistema. Si continuerà a dare attuazione al Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e al Programma degli investimenti in sanità. Per quanto riguarda infine le cosiddette azioni di sistema, nel corso del 2016 si lavorerà prioritariamente su tre fronti: acquisti e logistica, sanità digitale e portale unico sanità, regolamentazione dell’accreditamento, con l’espletamento delle gare centralizzate regionali mediante ricorso alla Centrale Regionale per gli Acquisti in Sanità, l’istituzione di un magazzino unico per la logistica del farmaco e dei dispositivi medici, l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e l’estensione della prenotazione on line. Piano sociale, Piani di zona e accreditamento dei servizi sociali e messa a regime del Sistema di monitoraggio della spesa e dei sevizi sociali sono i cardini dell’azione sul sistema del welfare regionale. Nel corso dell’anno verranno però anche attivati interventi diretti in favore dei cittadini utilizzando le risorse finanziarie del POR Fse 2014-2020. Saranno promossi percorsi per il superamento della condizione di povertà estrema e di emarginazione, in attuazione del Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza, si lavorerà per il sostegno delle persone non autosufficienti e le loro famiglie. Nell’ambito delle politiche per le famiglie, l’attenzione sarà rivolta in particolare alle famiglie giovani, a quelle con bambini piccoli o con persone non autosufficienti. Anche l’inclusione sociale interculturale sarà una priorità per il 2016, con una particolare attenzione all’occupabilità dei migranti, all’accoglienza dei profughi e alle pari opportunità per le “seconde generazioni”: sfide cruciali della futura sostenibilità della nuova società multietnica. Per quanto riguarda le questioni di natura finanziaria e gli indirizzi di bilancio si conferma una situazione tendenzialmente sotto controllo ed in equilibrio, anche se permangono criticità generate dai tagli operati a livello nazionale. La manovra di bilancio regionale per il prossimo triennio 2016-2018 dovrà esplicarsi attraverso un’attenta valutazione delle entrate ed un necessario ulteriore riorientamento e razionalizzazione delle spese. La Regione Umbria intende mantenere anche nel 2016 invariati i tributi di propria competenza e confermare le agevolazioni fiscali già previste nei precedenti esercizi finanziari. Nel periodo 2014-2020 i piani finanziari della nuova programmazione comunitaria prevedono un ammontare totale di risorse di circa 1,47 miliardi, di cui 238,7 milioni a carico della Regione a titolo di cofinanziamento. Il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 impone alla nostra regione un impegno annuale di circa 34 milioni. La futura manovra di bilancio, al fine di rispettare gli impegni a livello europeo, ricercherà ulteriori margini di flessibilità sufficienti per garantire il finanziamento necessario.