Presso l’Hotel Brufani di Perugia la Lega Nord Umbria ha tenuto una conferenza stampa inerente la gestione dei rifiuti. Il senatore Stefano Candiani ha affermato che i numeri sono numeri e quelli dichiarati dalla Regione non corrispondono a realtà. “La raccolta avanzata non è ai livelli dichiarati in quanto per anni è stato alimentato un sistema retto sulla non-gestione, basato su imbrogli e inganni. Basta vedere in che situazione sono oggi le discariche umbre. Da Belladanza a Le Crete, ha proseguito Candiani, dovranno inventarsi qualcosa per raccogliere tutti i rifiuti che arriveranno. Vedrete che si arriverà al loro ampliamento oppure dovranno costruire un inceneritore. Anche le interdittive antimafia dicono che c’è qualcosa che non funziona”. Infine il senatore Candiani ha annunciato che dal 24 al 26 febbraio arriverà in Umbria una delegazione della Commissione bicamerale sulle Eco-mafie per controllare le discariche.

Luca Briziarelli, responsabile aree tematiche della Lega, ha sostenuto come il dossier presentato, che sarà ulteriormente arricchito nelle prossime settimane, dimostri il fallimento delle politiche regionali in materia di rifiuti. “Dopo il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano Regionale e una percentuale di differenziata dichiarata che si attesta intorno al 50%, la Presidente Marini, che con Delibera regionale fissa l’obiettivo del 60% al 2016, sostiene Briziarelli, prevede di fare in sei mesi quello che non è riuscita ad assicurare in sei anni. Oltre a questo c’è un altro dato che testimonia il forte ritardo nella raccolta differenziata nella regione. Se prendiamo come punto di riferimento il comune di Bastia che ha raggiunto percentuali del 70% e l’evoluzione che ha avuto la raccolta differenziata negli ultimi anni, si può notare una forte discrepanza con altre realtà come Terni, Perugia, Città di Castello e Foligno, dove, in rapporto alla percentuale di copertura dichiarata e nonostante i contributi erogati dalla Regione basati su dati che sembrano non trovare riscontro nella realtà, notiamo risultati completamente fuori asse e una discrepanza di oltre 20 punti con il modello di riferimento. Tutto questo accade perché, conclude Briziarelli, mentre a Bastia la differenziata è capillare e ben studiata, negli altri comuni ancora possiamo notare la presenza dei “vecchi” cassonetti per i quali le linee guida della Regione prevedevano la rimozione con la sostituzione del sistema di raccolta porta a porta.

Per il consigliere regionale Emanuele Fiorini sul sistema rifiuti in Umbria i cittadini devono avere ben chiaro quello che è successo e quello che sta accadendo. “Proprio per fare chiarezza abbiamo richiesto ed ottenuto la Commissione d’Inchiesta sulla gestione dei rifiuti. Abbiamo depositato 10 domande a risposta scritta direttamente al dirigente di servizio della Regione Umbria Andrea Monsignori, dal quale stiamo aspettando risposte. Abbiamo chiesto, inoltre, un’audizione con tutti i sindaci del territorio per capire se i dati sulla raccolta differenziata forniti alla Regione siano stati compilati direttamente dalle società di gestione anziché dai comuni stessi come dovrebbe essere per legge. Visto che la Regione ha stanziato 7 milioni di euro di soldi pubblici in 5 anni, conclude Fiorini, perché non ha mai controllato la veridicità dei dati che gli venivano forniti?”.