Anche in Umbria un anno da “codice rosso”, segnato da un’emergenza smog sempre più cronica, non solo Perugia e Terni, i due capoluoghi di Provincia sotto la lente del dossier Mal’aria 2016 di Legambiente che prende in analisi solo i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite di sforamento consentiti di Pm10 con 69 sforamenti di Terni Le Grazie e i 36 di Perugia Ponte San Giovanni, ma anche 37 di Foligno Porta Romana, 62 di Terni Borgo Rivo, 52 di Terni Carrara e i 38 di Narni Scalo. Una situazione critica confermata anche dai dati della qualità dell’aria di questo primo mese del 2016. Infatti Perugia Ponte San Giovanni al 29 gennaio 2016 è già arrivata a 10 superamenti del limite, così come Foligno Porta Romana e Narni Scalo, Terni Borgo Rivo a 13, Terni Carrara a 11 e Terni le Grazie a 15. “I dati dimostrano che le timide misure adottate dai comuni umbri non sono efficaci – commenta Maurizio Zara Vicepresidente di Legambiente Umbria – E’ indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova. Oggi in Umbria si continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 70 ogni 100 contro una media nazionale già alta di 65 e europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni. Il trasporto privato continua ad essere in Umbria la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno. Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita”. Tra le altre proposte che Legambiente Umbria rilancia a Regioni e amministrazioni locali, per liberare le città dallo smog e renderle più vivibili ci sono quella di incrementare il trasporto su ferro con i treni per i pendolari; incentivare la mobilità sostenibile attraverso, strade per la ciclabilità urbana, realizzando un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili all’interno dell’area urbana. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi. Vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Ridurre l’inquinamento industriale applicando autorizzazioni integrate ambientali stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Infine servono nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.