L’Umbria esprime una “effettiva domanda di giustizia nettamente superiore” a quella che sarebbe ipotizzabile con il “solo dato residenziale”, cioè di una popolazione di poco inferiore al milione di abitanti. A dirlo è stato oggi il presidente della sezione penale della Corte d’appello di Perugia Giancarlo Massei in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Massei ha evidenziato l’incremento delle attività criminali da parte di gruppi stranieri nel narcotraffico, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tratta di esseri umani per la prostituzione. “Allarmante” è stato definito il dato relativo al numero di denunce che riguardano gli stranieri per reati connessi al traffico di stupefacenti. “La criminalità – ha detto ancora Massei – si insinua attraverso attività e presenze non immediatamente allarmanti”. In Umbria sono state segnalate persone “collegate a cosche della ‘ndrangheta” che riciclano capitali lontano dalla Calabria. Tornando al primato della droga Massei ha sottolineato che alla crescita del consumo “contribuisce il basso prezzo delle sostanze stupefacenti, dovuto alla presenza sul territorio di un’offerta elevata e proveniente da gruppi in concorrenza tra loro”.