“Ripercorrere ogni anno, nel Giorno della Memoria, le tracce di quel dolore che apparve in tutta la sua enormità quando il 27 gennaio del 1945 si aprirono i cancelli di Auschwitz, significa rendere ancora una volta il commosso tributo della nostra comunità alle vittime della Shoah, ma anche ribadire con forte convinzione che ciò che è stato non si può dimenticare, non si può tacere, non si può ignorare”. Lo ha detto la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, in occasione della celebrazione del “Giorno della memoria”.

“Una celebrazione – sottolinea la presidente – che non è l’osservanza di un rito formale, ma un rinnovato e convinto impegno concreto affinché il silenzio non cancelli la consapevolezza di ciò che è accaduto. Significa quindi consegnare di nuovo alla nostra collettività quel patrimonio condiviso che si fonda sul ricordo e sulla conoscenza della Shoah, un valore di carattere universale e come tale da custodire e proteggere”. “Ricordare ciò che è stato – aggiunge la Porzi – è indispensabile perché, come ammoniva Primo Levi: ‘Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario’. Anche, e soprattutto, per non restare insensibili ai problemi altrui, o indifferenti alle discriminazioni, di qualunque natura esse siano. E l’esercizio attivo della memoria diventa l’insegnamento a coltivare una solidarietà autentica, che non derivi solo dalla comunanza di interessi o da affinità personali, ma ci porti ad ascoltare la richiesta di aiuto che giunge anche da chi è lontano, o semplicemente appare diverso da noi. Ecco allora – spiega la Presidente Porzi – un altro aspetto del valore del ricordo: la memoria come ulteriore stimolo a testimoniare e praticare la civiltà della democrazia e della pace, contro la barbarie e la disumanità. Deve essere questo un impegno preciso di tutti noi, donne e uomini liberi – conclude – da mettere in atto nella nostra quotidianità. Per far sì che quei principi di uguaglianza e difesa della libertà, che sono a fondamento della nostra Carta costituzionale, come cardini irrinunciabili della nostra società, siano testimoniati ogni giorno, e in ogni contesto in cui si articola la nostra vita”.