“Soddisfazione per l’attenzione e l’atteggiamento di grande responsabilità del ministro dell’Ambiente che ha portato, nella riunione di oggi, ad adottare una strategia nazionale per monitorare l’inquinamento atmosferico”: così l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini intervenuta alla riunione che si è tenuta a Roma. “Oggi – ha detto l’assessore Cecchini – è stato raggiunto un obiettivo importante in quanto è stata decisa una strategia comune tra Governo centrale, Regioni e Comuni per l’adozione di provvedimenti e misure che incidano sulla qualità ambientale dell’intero paese. Per ratificare l’impegno è stato firmato un protocollo tra Ministero, Anci e Conferenza della Regioni, che disciplina una serie di azioni, alcune delle quali utili a fronteggiare l’emergenza, ad esempio attraverso la riduzione di due gradi delle temperature massime di riscaldamento negli edifici pubblici e privati e di limitare di 20 chilometri orari la velocità delle auto nelle aree urbane, altre invece di natura strutturale, come l’ipotesi di sostegno ai Comuni per l’incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico locale, per l’ammodernamento della flotta dei mezzi pubblici, per potenziare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati. Ho evidenziato al ministro – ha riferito l’assessore Cecchini – che anche nelle tre città più popolate dell’Umbria si sono presentati problemi legati all’alta concentrazione di inquinanti, analoghi a quelli che si stanno verificando nelle metropoli italiane. Complessivamente sono sei le città più a rischio ma in particolare a Terni per la morfologia del territorio e per la presenza di un robusto insediamento industriale, si stanno registrando valori decisamente alti che destano preoccupazione. Nel rappresentare al ministro la situazione umbra nel suo complesso è stata richiesta un’attenzione particolare al territorio nella distribuzione delle risorse e inoltre, abbiamo ribadito la non idoneità del territorio ad ospitare un nuovo inceneritore. Ipotesi questa che, come abbiamo avuto modo di affermare in più circostanze, non è nemmeno giustificata dai quantitativi di rifiuti prodotti in Umbria”.