Dopo la solenne celebrazione nella Cattedrale di Terni con l’apertura della porta santa nell’Anno Santo della Misericordia, il vescovo Giuseppe Piemontese questa mattina ha aperto la porta santa della Misericordia nel carcere di Terni, seconda porta giubilare in diocesi, quale segno di “una misericordia globale” e di particolare attenzione per coloro che vivono nelle periferie esistenziali, come è solito definire papa Francesco le tante forme di emarginazione. Dialogando con i detenuti, il vescovo ha ricordato la straordinarietà di questo Giubileo dedicato alla Misericordia e il suo messaggio fondamentale: “un anno di grazia, di liberazione spirituale, di perdono, di misericordia del Signore per tutti”.

Facendo poi riferimento alla bolla d’indizione del Giubileo della Misericordia, della quale ha letto alcuni passi ai presenti, ne ha sottolineato l’aspetto saliente di “un’opportunità di una grande amnistia, per tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società”. Una “amnistia spirituale” è stato detto dal vescovo Piemontese “un grande momento di uguaglianza per gli uomini che sono tutti peccatori, perché tutti sbagliano, ma che hanno la possibilità di ricominciare la loro vita perché Dio non si stanca mai di perdonare.

Dopo la preghiera iniziale, è stata aperta solennemente la porta della cappella del carcere, che sarà per l’intero anno la porta giubilare.