Migliaia di fedeli hanno partecipato alla cerimonia per l’apertura della porta della Misericordia nella Cattedrale di Terni, raggiungendo in pellegrinaggio a piedi dalla chiesa di San Pietro il Duomo. Una lunga fila ha attraversato le strade del centro della città accompagnata dai tutti i sacerdoti della diocesi e dai gonfaloni delle città principali della diocesi. In una piazza Duomo gremita, il vescovo ha aperto la porta della Misericordia, la porta centrale della Cattedrale di santa Maria Assunta attraverso cui sono passati in processione tutti i presenti.

Sono tempi difficili per tutti – ha dichiarato il vescovo – a livello sociale sono tante le ingiustizie, crisi e disagi sempre più insopportabili; a livello politico con una terza guerra mondiale combattuta a pezzettini; a livello religioso con una insofferenza e sopraffazione di gruppi sedicenti religiosi, che ammazzano e perseguitano con ferocia inaudita in nome di Dio; a livello ecologico con stravolgimenti climatici, provocati da un atteggiamento di disordine e rapina, che rischiano di condurre a conseguenze incalcolabili di distruzione della terra; a livello ecclesiale con l’invito a ritornare più decisamente al Vangelo, da vivere e annunciare, a 50 anni dal Concilio Vaticano II. Papa Francesco con l’indizione del Giubileo sta cercando di fare breccia nella mente e nel cuore degli uomini di buona volontà, proponendo un principio unificatore quale percorso per alleviare la generale sfiducia e sospetto tra gli uomini e indicando la via della Misericordia per superare la competizione in ogni campo: politico, sociale, economico, etnico e religioso”.

Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione, unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia.

Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per il Papa e per le sue intenzioni per il bene della Chiesa e del mondo intero. Per gli ammalati e le persone anziane e sole sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che indica la via per dare senso al dolore e alla solitudine. Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare.