Verrà presentato mercoledì 9 dicembre, a Villa Umbra, nella sede della Scuola umbra di amministrazione pubblica, il “Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico” adottato dalla Giunta regionale dell’Umbria. L’obiettivo del prossimo periodo, verso il quale converge anche il corso di formazione organizzato dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica, è quello di avviare la costruzione di un sistema regionale di intervento basato sulla sinergia di servizi sanitari, servizi sociali, volontariato ed associazioni per rispondere in maniera completa ai bisogni dei giocatori e delle loro famiglie. I lavori saranno aperti (ore 9) dall’assessore regionale alla Coesione sociale e al Welfare Luca Barberini. Il gioco d’azzardo problematico – sottolineano gli organizzatori – ha visto negli ultimi anni in Italia un’espansione travolgente, trasversale a tutte le fasce d’età e condizioni socioeconomiche, riconducibile a fattori molteplici tra cui la crescita dilagante di un’offerta estremamente differenziata di giochi legali, sostenuta da pervasive campagne pubblicitarie. Anche i dati umbri, pur in linea o lievemente inferiori rispetto alle medie rilevate a livello nazionale, rispecchiano questo andamento generale. Il Consiglio regionale ha quindi approvato la legge regionale 21 novembre 2014 n. 21, “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, cui è seguita, da parte della Giunta regionale, la definizione di un Piano operativo adottato il 29 ottobre scorso. Il Piano operativo dà attuazione, in maniera dettagliata e coordinata, agli adempimenti previsti dalla legge regionale ed è stato elaborato da un gruppo di lavoro della struttura regionale composto da un ampio numero di servizi. Ad oggi, è stato attivato, in forma sperimentale, il centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo patologico; in tutte le Aziende sanitarie, inoltre, sono stati offerti punti di accoglienza per rispondere ai bisogni dei giocatori patologici.