200 pagine di analisi e dati geolocalizzati in 62 mappe: è il 6° Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, a cura di Giulio Cederna, corredato dalle foto di Riccardo Venturi, presentato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro”, avviata da Save the Children con l’obiettivo di debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

La sesta edizione dell’Atlante di Save the Children documenta le deprivazioni più gravi che colpiscono i bambini. Come racconta la mappa dei bambini senza, nel Centro Italia i minori in povertà assoluta sono 158mila. Circa 1 bambino su 10 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici, più di 1 bambino su 20 non può contare su abiti nuovi e quasi il 5% di loro non ha la possibilità di acquistare libri extra-scolastici mentre 1 su 5 non può permettersi di trascorrere almeno una settimana in vacanza lontano da casa. Il 3,2% vive in una famiglia che non può invitare a casa i suoi amici, percentuale che sale al 4,2% quando si tratta di non poter festeggiare occasioni speciali come il suo compleanno oppure di non poter frequentare gite scolastiche o altri eventi a pagamento organizzati dalle scuole. Il 3,1% non assume un pasto proteico almeno una volta al giorno. Al Centro più di 2 bambini su 5 non praticano nessuna attività fisica. E più di uno su 10 non può permettersi uno spazio adeguato in casa per studiare o fare i compiti. I genitori del Centro Italia sembrano soffrire più degli altri il rischio di criminalità nella zona in cui abitano. Quasi il 35% delle famiglie residenti nell’area infatti, considera molto presente questo problema per i propri figli. Una percentuale che supera perfino quella del Sud (33,5%). In particolare però, l’Umbria sembra essere tra le regioni meno toccate da questo problema con nessun comune sciolto per mafia e con un indice di presenza mafiosa nelle province di Perugia (2,19%) e Terni (0,23%) molto basso. In Umbria, come nel resto d’Italia, la deprivazione di possibilità, di stimoli ed opportunità si riflette anche nelle scarse performance scolastiche: nella regione circa 1 alunno di quindici anni su 5 non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica e in lettura e 2 bambini su 4 tra i 6 e i 17 anni non hanno letto almeno un libro o non hanno visitato mostre o musei nell’ultimo anno. Più di uno su 2 non è andato a teatro. In Umbria quasi 1 minore su 5 è in povertà relativa, a fronte di una media nazionale del 19%, a fronte di una spesa pro capite per i servizi sociali destinati a famiglie e minori in media di 133 €. Le province di Perugia e Terni spendono rispettivamente 146 € e 143 €, più della media nazionale. La fotografia del sistema scuola presenta molte criticità, a partire dalla penuria del tempo pieno, garantito in Umbria per circa 1 classe su 5 della scuola primaria. La maglia nera se la aggiudica la provincia di Perugia con poco più di 1 classe su 5 mentre quella di Terni sembra più virtuosa anche se di poco con quasi 1 classe su 4. Diversa la situazione del servizio mensa nelle scuole, che in Umbria manca per oltre 1 istituto su 3.

L’Umbria, nonostante una spesa pro capite per i servizi sociali destinati a famiglie e minori al di sopra della media nazionale, sottolinea Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children, conserva delle criticità come il dato allarmante di 1 minore su 5 in povertà relativa e 2 istituti su 5 senza la mensa”.