Chiuso dall’assessore alla Coesione Sociale e Welfare della Regione Umbria Luca Barberini, il corso biennale “Migranti, diritti e salute, percorso antropologico di approfondimento e sensibilizzazione sul tema delle mutilazioni genitali femminili”. L’attività, rivolta agli operatori sociali, sanitari ed educativi è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Regione Umbria, Fondazione “Angelo Celli” e Scuola umbra di Amministrazione Pubblica. Il seminario conclusivo ha rappresentato l’occasione per tratteggiare un bilancio, riflettere sulle prospettive future, confrontarsi con le esperienze svolte da altre regioni italiane in tema di mutilazioni genitali femminili, mettendo soprattutto in evidenza le buone pratiche di formazione, sensibilizzazione e prevenzione realizzate dai vari territori. Il corso, avviato nel gennaio 2014 e organizzato in quattro semestri, ha visto una attiva e pressoché costante partecipazione dei numerosi operatori che vi hanno aderito (in media circa sessanta iscritti a semestre) e grazie all’ausilio di docenti di livello nazionale e internazionale sono state approfondite molteplici tematiche sulle più ampie questioni concernenti la presenza di migranti nel territorio e nello specifico il loro più o meno agile ricorso ai servizi socio-sanitari. Il percorso formativo ha rappresentato, inoltre, un’occasione per coinvolgere i partecipanti interessati nella costituzione di una “Rete di riferimento per le mutilazioni genitali femminili” – composta sia da operatori e servizi territoriali che da esperti di vari settori di livello nazionale e internazionale – che ha l’obiettivo di connettere ed eventualmente attivare professionisti e istituzioni per la presa in carico di casi complessi. Un’attività, questa, che si inserisce nel più ampio quadro operativo del “Centro umbro di riferimento per lo studio e la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili” che, nato nel 2014 a seguito dell’Intesa tra le Regioni e il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in attuazione della successiva convenzione tra la Regione Umbria e la Fondazione “Angelo Celli”, ha sede proprio presso la Fondazione.

È la conclusione di un’attività importante – ha sottolineato l’assessore Barberini – che ha permesso di mettere a confronto tanti esperti sul tema, del settore sanitario e sociale, provenienti anche da altre regioni. Mi fa molto piacere che tali argomenti siano stati trattati nella nostra regione, una regione che si caratterizza per l’accoglienza e la solidarietà. I risultati sono positivi e ci permettono di affrontare un tema con consapevolezza, per cercare di favorire al massimo l’integrazione per chi viene da Paesi che stanno vivendo grandi difficoltà e conflitti”.