Il cuore dell’accordo su Ast di un anno fa – oltre alla salvaguardia dei posti di lavoro – era la prospettiva di sviluppo industriale non solo della fabbrica, ma di tutto il territorio. Una prospettiva che solo gli investimenti possono rendere concreta”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini intervenuta all’iniziativa organizzata a Terni dalla Cgil sul tema “L’industria ternana oltre la crisi. Ad un anno dall’accordo ministeriale su Ast” con la partecipazione del sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, del segretario generale della Cgil dell’Umbria Vincenzo Sgalla, del sottosegretario al ministero del Lavoro Teresa Bellanova e di Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom Cgil. “Una vertenza che deve essere oggetto di studio”, ha detto il sottosegretario Bellanova, “perché portata avanti con grandissima competenza nel merito delle questioni, anche tecniche”. E a un anno dall’accordo, secondo Bellanova, si può dire che “siamo riusciti a comporre interessi diversi, anche se un un po’ meno di arroganza avrebbe aiutato tanto in passato e ci aiuterà in futuro”. A partire dal prossimo tavolo di monitoraggio e verifica al Mise che, ha detto il sottosegretario, sarà convocato subito dopo il confronto previsto in fabbrica tra azienda e sindacati il prossimo 10 dicembre.

In quell’accordo – ha aggiunto Marini – l’azienda si era impegnata ad investire 100 milioni di euro finalizzati ad una serie di obiettivi, a partire da quello della questione della compatibilità ambientale della produzione industriale, per innovazione, ricerca, e per il potenziamento di alcune attività produttive. Beh, penso sia giunto ormai anche il momento per una verifica in sede governativa circa il rispetto degli impegni assunti. Ciò anche per verificare quale sia oggi la prospettiva per Ast da parte di Thyssen Krupp”. La presidente Marini ha quindi ricordato la recente presentazione, a Narni, del Master Plan di Confindustria per la reindustrializzazione dell’area Terni-Narni, ribadendo come “quel disegno di sviluppo non possa non avere come soggetto protagonista del futuro di questo territorio e della sua industria, le acciaierie ed il sistema produttivo ad esse collegato”. Per quanto riguarda la Regione Umbria la presidente ha voluto sottolineare come resti centrale il rapporto tra sviluppo industriale e qualità ambientale e salute dei cittadini: “in questo senso è importante capire a che punto sono gli investimenti che l’azienda si è impegnata a realizzare”. La presidente ha poi fatto riferimento all’interlocuzione in corso con il ministero dello Sviluppo economico e la stessa Presidenza del Consiglio dei ministri per il raggiungimento di un accordo quadro complessivo che dovrà definire tutti gli impegni per rendere concreta la prospettiva di reindustrializzazione dell’area Terni-Narni. ”Il mio pensiero – ha detto Marini – è che si devono mettere a valore tutti gli strumenti disponibili per individuare le risorse da destinare al raggiungimento di questo obiettivo di sviluppo economico che deve riguardare questo territorio. Uno sviluppo che deve coinvolgere tutto il tessuto delle imprese, dalle piccole e medie, alla grande impresa”.