Anche in Umbria si è svolto lo sciopero nazionale dei dipendenti della grande distribuzione indetto dai sindacati a difesa del contratto nazionale, a 22 mesi dalla scadenza “e di fronte al rifiuto di Federdistribuzione di corrispondere gli incrementi salariali”. La proposta della controparte – hanno spiegato i rappresentanti di categoria – comporterebbe “un arretramento pesante sia a livello salariale che di diritti, in un settore che ha già buste paga piuttosto sgonfie”. Taglio delle retribuzioni, annullamento degli scatti di anzianità, negazione del passaggio dal 5° al 4° livello, eliminazione di 32 ore di permesso retribuito, blocco di 13ma e 14ma ai fini del calcolo del Tfr, ritorno alle 40 ore di lavoro con una maggiore flessibilità gestita unilateralmente dalle aziende e infine decorrenza del contratto dal 2016 al 2018: sono, questi, alcuni dei punti contestati dai lavoratori. A fermare il rinnovo dei contratti – sempre secondo i sindacati – sarebbero gruppi commerciali e cooperative che hanno una grande redditività. A Terni la mobilitazione è stata accompagnata da un presidio di lavoratori sotto la prefettura dalle 10 alle 12. Una delegazione unitaria di sindacalisti è stata poi ricevuta in prefettura, dove ha consegnato un documento per far arrivare al Governo i motivi della protesta.