L’ospedale di Città di Castello ha e continuerà ad avere una funzione significativa nell’ambito dei presidi ospedalieri umbri di emergenza e proprio in questa funzione, vanno individuate le prospettive per uno sviluppo della struttura”: lo ha affermato l’assessore regionale alla coesione sociale e al welfare Luca Barberini in occasione della sua visita alla struttura ospedaliera di Città di Castello. L’assessore Barberini ha voluto evidenziare come in questa fase di programmazione, per la Regione sia importante conoscere da vicino i bisogni dei cittadini per poter, alla luce della ristrettezza di risorse, fare delle scelte strategiche mirate e il più rispondenti possibile alla domanda di salute della popolazione. Questa priorità – ha aggiunto – ci guiderà anche nella stesura del Piano sanitario 2016-2018, anche se l’obiettivo e di andare oltre e cioè buttare le basi per una programmazione che possa dare la linea per i prossimi 10-15 anni. Le vere sfide della sanità – ha aggiunto l’assessore Barberini – sono rappresentate dalla prevenzione e dalla gestione della cronicità, come Regione punteremo a potenziare l’offerta territoriale post-acuzie e a ridare dignità all’emergenza e ai Pronto Soccorso, mettendo in rete servizi e professionalità senza sguarnire i territori, al contrario i presidi ospedalieri saranno salvaguardati nell’ottica di rete valorizzandone le vocazioni”. In riferimento all’ospedale di Città di Castello, Barberini ha sottolineato “è certo che la quarta città dell’Umbria ha un ruolo strategico nella riorganizzazione in atto nella sanità, lo dimostrano gli investimenti fatti, ma anche le autorizzazioni per le strutture complesse e in generale le performance che riesce a mantenere il presidio ospedaliero Alto Tevere. In prospettiva andremo a valorizzare le eccellenze e alcune strutture, come ad esempio quella della radioterapia di cui potranno fruire i pazienti di altre regioni. Inoltre, nell’ambito della riorganizzazione della rete regionale è previsto il potenziamento della Breast Unit per la senologia e più in generale del reparto di oncologia”.