Le misure previste dal Governo nella Legge di Stabilità sembrano andare in direzione del non incremento della pressione fiscale su cittadini ed imprese. Ciò non può che trovare la condivisione della Regione Umbria, da anni impegnata a non attuare alcun aumento della tassazione autonoma”: lo ha detto il vice presidente della Regione Umbria e assessore al Bilancio Fabio Paparelli, presente alla Conferenza delle Regioni convocata proprio per discutere della Legge di Stabilità. “Come Regione Umbria – hanno ricordato l’assessore Paparelli e la presidente Catiuscia Marini – nonostante anni molto difficili per l’economia, il lavoro, per i bilanci degli enti pubblici, abbiamo fatto la scelta politica di non aumentare aliquote ed addizionali di nostra competenza che avrebbero potuto portare un gettito consistente nel bilancio regionale. Lo abbiamo fatto – hanno proseguito – perché abbiamo piena consapevolezza della situazione di criticità che sta attraversando il Paese e con esso la nostra regione, con ricadute dirette su famiglie e imprese”. Nel commentare l’esito della Conferenza, Paparelli ha detto che “il giudizio espresso dalla Regioni sulla Legge di Stabilità è stato sostanzialmente positivo, anche se rimangono aperte alcune questioni relative al miliardo del Fondo sanitario, Lea e contratti del personale, al taglio di 900 milioni extra sanità su cui le Regioni hanno chiesto al Governo un impegno a ridurlo ulteriormente.