I tempi medi di attesa al Pronto Soccorso di Terni sono accettabili e di gran lunga inferiori a quelli rilevati in altre città italiane ma certo anche migliorabili e infatti restano oggetto di numerose lamentele pervenute al Tribunale del Malato”. È quanto emerso dal monitoraggio delle attività del Pronto Soccorso effettuato nell’ambito delle iniziative promosse a livello nazionale in occasione dei 35 anni di attività del Tribunale per i diritti del malato, dai volontari di Cittadinanzattiva insieme alla direzione sanitaria e ai medici aderenti alla Società Italiana Medicina di Emergenza ed Urgenza dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Il bacino di utenza dell’ospedale di Terni oggi comprende circa 300mila persone, di cui gran parte della provincia di Terni e del Lazio. Solo nel 2014 il sistema informatico ha registrato 44.540 accessi al Pronto Soccorso, pari ad una media di 123,7 persone al giorno. “I tempi medi di attesa al Pronto Soccorso – ha precisato Giorgio Parisi, direttore della struttura da agosto 2015 – sono 125 minuti per un codice bianco, scendono a 62 minuti per un codice verde e a 26 minuti per un codice giallo, ma stiamo mettendo a punto delle procedure per le consulenze specialistiche, al fine di migliorare e rendere più funzionale l’intervento sui codici bianchi e verdi”.

Le criticità al Pronto Soccorso aumentano in alcuni periodi dell’anno con l’insorgenza di determinate patologie stagionali, ma ciò che è apparso più evidente durante l’attività di monitoraggio dei volontari di CittadinanzAttiva è che le giornate particolarmente a rischio criticità sono quelle in cui non è disponibile il medico di medicina generale.

Contribuisce a volte ad allungare i tempi di attesa – ha sottolineato l’avvocato Daniele Giocondi coordinatore di CittadinanzAttiva – l’intervento non sempre tempestivo del radiologo (che fuori dalla fascia oraria 8-20 non è presente ma solo reperibile e quindi deve essere attivato in caso di necessità) e dello specialista di reparto. A ciò si aggiungono anche le lungaggini connesse alla disponibilità del posto letto per un paziente da ricoverare”. Giocondi ha inoltre rilevato che per rispondere all’elevata domanda, gli spazi del Pronto Soccorso andrebbero migliorati con un ampliamento ed una diversificazione delle sale di attesa, in particolare per i malati non autosufficienti per i quali è stata chiesta una sala dedicata, affinché possano essere affiancati dai familiari e anche monitorizzati dal personale del Pronto Soccorso.