«Il numero degli uomini che soffre di osteoporosi è in crescita. La malattia, che non è solo femminile, nei maschi è in forte aumento e si tratta di un allarme planetario. Una problematica che, purtroppo, è estremamente sottovalutata, mentre, invece, tutti gli uomini, attorno ai settant’anni si dovrebbero sottoporre all’esame della Mineralometria ossea computerizzata». A dare l’annuncio, nei giorni che precedono la XIX Giornata mondiale dell’Osteoporosi, è il professor Paolo Filipponi, presidente dell’Associazione Regionale Umbra Osteoporosi. L’Aruo anche quest’anno effettuerà degli screening gratuiti che saranno eseguiti a Ponte San Giovanni di Perugia, presso il CVA il 16 e il 17 di ottobre. Si comincerà venerdì 16 alle 8.30 per andare avanti fino alle 13 e dalle 15 alle 19. Il sabato, invece, solo la mattina e sempre dalle 8.30 alle 13. «Se sarà necessario – annuncia il professor Filipponi – e se ci saranno richieste, potremmo restare anche il sabato pomeriggio coprendo, quindi, due giorni interi». Per prenotare la visita è sufficiente presentarsi presso la struttura.

Ci sono altri due aspetti importanti, oltre quello del dato maschile, sui quali il presidente dell’Aruo intende centrare l’attenzione. «Il primo – spiega – è un elemento che rileva la necessità di una maggiore accessibilità ai mezzi diagnostici. Oggi abbiamo a disposizione pochi apparecchi densitometrici. In Umbria – dice Filipponi – una persona deve attendere almeno un anno per poter fare un esame che valuti la densitometria ossea. Sono pochi, quindi, a sottoporsi ad una indagine che in realtà è poco costosa e, data la minima dose di radiazioni, è anche assolutamente innocua». L’altro aspetto importantissimo, secondo il Presidente di Aruo è quello di quanto sia necessario anticipare il momento in cui si utilizzi un farmaco, indispensabile nella prevenzione dell’osteoporosi. Di fatto, oggi in Italia, c’è una legge che regola la rimborsabilità delle medicine. Il farmaco, in sostanza, diviene gratuito per quelle situazioni che espongono il paziente ad un rischio elevato. Nel caso specifico dell’osteoporosi i livelli in cui la cura può diventare gratuita, purtroppo, sono quelli che denotano già una grave compromissione della resistenza ossea al carico meccanico.