Varato un progetto per l’emergenza abitativa che riguarda sia l’accoglienza residenziale di breve durata che quella annuale. Un progetto che accanto al Comune vede la Fondazione Carit e l’associazione San Martino. Gli interventi multilivello elaborati prevedono tre macro aree di azione: la programmazione e pianificazione di metodologie ed azioni innovative; la creazione di una struttura comunale di riferimento degli interventi ai vari livelli; la collaborazione con la rete territoriale pubblica e privata. Tra i progetti: il Pronto Intervento Sociale, forma di accoglienza residenziale di breve durata – massimo trenta giorni – rivolta a nuclei familiari in emergenza abitativa che richiedono un tempo limitato di ospitalità in attesa di soluzioni abitative già improntate o da ipotizzare; il piano Affidi Solidali, presentato dall’associazione San Martino alla Fondazione Carit, destinato a 25 nuclei familiari – per una durata di massimo 12 mesi – fornisce un sostegno economico alla locazione a favore dei nuclei familiari sottoposti a procedure di sfratto che presentino morosità incolpevole o procedure di sfratto. Valore globale del progetto 100.000 euro, di cui 80% a valere sul finanziamento Carit, 20% a valere quale contributo del Comune di Terni. C’è, poi un tipo di mediazione, il Baratto Amministrativo, rappresentato da un’offerta pronto uso mediante la predisposizione di un elenco di proprietari disponibili a locare la propria proprietà a condizioni particolari – canoni ridotti, rinuncia del deposito cauzionale, termine di durata della locazione – o riduzione della Tasi della seconda casa, nel caso in cui i proprietari accettino di stipulare una delle forme di canone concordato.

“Tra gli obiettivi prefissati – afferma il vicesindaco Francesca Malafoglia – c’è l’avvio di un percorso condiviso con le rappresentanze sindacali degli inquilini e dei proprietari immobiliari per la realizzazione di azioni di mediazione, forme di collaborazione volte a favorire l’incontro tra domanda ed offerta abitativa con l’opportunità di rivedere gli accordi territoriali di stipula dei contratti di locazione per ridurre i canoni praticati sul territorio”.