Sabato 4 luglio prenderanno il via i saldi di fine stagione.

Saldi sottotono, secondo Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori che sostiene come “a crisi peserà anche nelle vendite di fine stagione. Purtroppo in questi anni la voce abbigliamento e calzature è quella che ha registrato il crollo maggiore, trattandosi di acquisti tipicamente rinviabili. Dal 2008 al 2013 la spesa media annua di una famiglia di 3 componenti – spiega Dona – è passata da 2.353 a 1.636 euro, con un calo di 717 euro, pari al 30,47%.” Si tratta di una diminuzione percentuale più che tripla rispetto, ad esempio, alla voce trasporti, che ha avuto in valore assoluto il secondo maggior ribasso (- 535 euro, pari ad una contrazione del 9,40%). Anche se chi approfitterà dei saldi spenderà meno degli anni passati, l’Unione Nazionale Consumatori presenta il decalogo con i consigli per gli acquisti in epoca di saldi. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. I capi difettosi si possono sostituire. Il negoziante è sempre obbligato a sostituire l’articolo difettoso e se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito o non c’è più la taglia, si ha diritto o ad una riduzione del prezzo o alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Inoltre ci sono due mesi di tempo dalla data della scoperta del difetto per denunciarlo al venditore.

Si consiglia di non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli di altri esercizi. Diffidare degli sconti superiori al 50%, possono nasconder merce non proprio nuova o prezzi vecchi gonfiati. Diffidare di quei nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Per la prova dei capi non c’è l’obbligo. E’ rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.