Il 10% circa della popolazione umbra è costituito da immigrati, cittadini stanziati nei nostri comuni che richiedono servizi sanitari, scolastici e assistenziali. Dobbiamo quindi promuovere una cultura dell’accoglienza, che non riguarda solo la parte politica ma anche e soprattutto, quegli operatori che per primi si interfacciano con i cittadini stranieri”. Così il segretario generale di Anci Umbria Silvio Ranieri, ha aperto la conferenza finale del progetto For Pa (Formazione nella pubblica amministrazione per il rafforzamento di politiche, servizi e strumenti di integrazione a favore di cittadini di paesi terzi), intitolata “Strategie e politiche pubbliche per l’integrazione”, che si è tenuta a Perugia, alla sala della Vaccara di palazzo dei Priori. Il progetto, presentato dal Comune di Perugia in partenariato con Anci Umbria e inaugurato ufficialmente ad agosto dello scorso anno, aveva l’intento di formare dipendenti pubblici e protagonisti del mondo politico sul tema dell’integrazione, fornendo loro competenze in materia di giurisprudenza e quadro normativo, ma anche puntando ad abbattere pregiudizi e stereotipi. Al programma hanno lavorato anche la Provincia di Perugia e le associazioni ‘Trust us formazione’ e ‘Aris formazione’. “Offrire un servizio a una persona che ha una forma mentis diversa dalla nostra non è cosa facile – ha dichiarato Cristina Montefusco coordinatrice del progetto, senza contare che la normativa su questa materia è in continua evoluzione e persino l’operatore fatica a stare al passo con norme e leggi”. Il progetto For Pa ha coinvolto tredici Comuni umbri: Perugia, Città di Castello, Gubbio, Città della Pieve, Spoleto, Panicale, Foligno, Terni, Narni, Fabro, Orvieto, Todi e Spello. Centonove operatori e dieci policy maker hanno partecipato a questo piano finanziato dal Ministero dell’interno e dall’Unione europea grazie al Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi 2007–2013.