I Comuni umbri intendono ricorrere contro la “burocrazia della sovrintendenza”: è quanto emerso nel corso di un incontro con la presidente della Regione Catiuscia Marini, convocato a seguito delle numerose segnalazioni da parte delle amministrazioni, “in relazione – spiega l’Anci in una sua nota – alle difficoltà incontrate per la realizzazione di opere in cantiere, ostacolate da vincoli burocratici e che quindi rischiano di non essere completate con gravi conseguenze, sia di carattere economico sia sociale”. Aprendo i lavori, il presidente della stessa associazioni dei Comuni dell’Umbria Francesco De Rebotti, ha sottolineato la forte necessità di un confronto istituzionale con la nuova direzione delle soprintendenza. “I Comuni – ha detto – esprimono la loro profonda preoccupazione, in quanto tale comportamento ostativo va a bloccare progetti esecutivi di opere, già approvati e in netta contraddizione con i precedenti pareri della sovrintendenza stessa”. A rischio, si legge nella nota dell’Anci, più di 100 milioni di euro per opere che vanno dalle piste ciclabili del lago, al recupero post-terremoto di Spina (Marsciano), alle opere del Puc di Terni e a lavori a Spoleto, Passignano sul Trasimeno, Gubbio, Assisi, Montecchio: “una somma che rischia di essere persa perchè non rendicontabile all’Unione europea”. Sarà necessario – è stato detto – costruire un vero e proprio fascicolo Comune per Comune, per capire l’entità economica, ma anche per avviare un nuovo confronto non solo con la sovrintendenza, ma anche direttamente con il ministero dei Beni culturali.