Per la Regione dell’Umbria “non ci sono affatto problematiche legate al pagamento del bollo per le auto storiche”. Sono gli uffici competenti della Direzione Risorse dell’Ente a spiegare i contorni della vicenda.

“Il comma 666 della legge di stabilità 2015 – afferma la Regione Umbria – ha soppresso il regime di esenzione previsto per le ‘auto storiche’ da una precedente normativa (l.342/2000). Sono state così cancellate le agevolazioni per i veicoli di interesse storico e collezionistico con età dai 20 a 29 anni; dai 30 anni in poi la tassa non è dovuta ad esclusione dei veicoli adibiti ad uso professionale. Anche la Regione Umbria ha dovuto quindi recepire le disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2015 stabilendo come a decorrere dal 1 gennaio 2015 i veicoli di interesse storico e collezionistico non siano più esenti dal pagamento del bollo. In merito la Giunta regionale ha fornito attraverso uno specifico canale web tutte le informazioni utili ai proprietari dei veicoli per assolvere correttamente agli obblighi tributari”.

Successivamente l’Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni, ha introdotto – in piena autonomia – una specifica norma per agevolare le auto storiche a decorrere dal 1 gennaio 2016, attribuendo alla Giunta il compito di disciplinare le modalità di individuazione dei veicoli ultraventennali di interesse storico e collezionistico e le relative procedure per il conseguimento del beneficio. Per il 2015 non è dunque prevista alcuna agevolazione.

La nuova disciplina regionale non ha alcun effetto sugli obblighi tributari dell’anno in corso, ad esclusione del differimento del termine di pagamento del bollo, e non ha determinato alcun problema per l’importo da versare. La normativa, secondo i tecnici regionali, ha di fatto evitato sanzioni a quei soggetti che, in attesa di eventuali decisioni del Legislatore regionale, non avevano provveduto al pagamento del bollo entro il termine del 31 gennaio 2015. “Al riguardo – conclude la nota della Regione – si precisa che tale differimento non è stato oggetto di censura da parte del Governo”.