Tornano a fare appello al Governo italiano e all’Unione europea, affinchè difendano le produzioni di acciaio ternane, i sindacati dei metalmeccanici, nazionali e locali, che oggi si sono riuniti a Terni per fare il punto della situazione dell’Ast. Nella relazione conclusiva le forze sindacali sottolineano di ritenere incomprensibile l’interruzione del confronto con l’azienda, avvenuta a febbraio, in merito all’andamento economico, produttivo, di assetto impiantistico ed occupazionale e che ad oggi non c’è stata nessuna risposta positiva alla richiesta di incontro per approfondire tematiche relative agli appalti, alle società controllate e alle future prospettive del sito. Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl ricordano inoltre che è prossima la scadenza per la verifica dell’accordo del 3 dicembre scorso al ministero dello Sviluppo economico. “Rimaniamo stupiti dopo molteplici sollecitazioni – affermano – che, ad oggi, ciò avvenga nel silenzio di quasi tutta la politica che ha assunto un atteggiamento rassicurante rispetto ai segnali e ai messaggi incoraggianti dispensati dall’amministratore delegato di Ast”. A detta dell’attivo è quindi fondamentale, oltre alla convocazione del tavolo ministeriale, che si riattivi un percorso a livello europeo che coinvolga politica, sindacato europeo e multinazionale per discutere del consolidamento, sviluppo e prospettive future delle produzioni di acciaio inossidabile ternane in Europa e che il Governo italiano favorisca la difesa delle produzioni strategiche come quella dell’inossidabile italiane. Infine, sempre secondo i sindacati, l’insieme della politica, anche territoriale, deve uscire “dagli spot della campagna elettorale facilitando un reale percorso di costruzione di un confronto serio e costruttivo”.