Valorizzare la professioni sanitarie. E’ con questo intendimento che Regione dell’Umbria, organizzazioni sindacali, collegi e associazioni professionali del mondo della sanità hanno sottoscritto ieri, a Perugia, un protocollo d’intesa.

La firma del documento arriva a conclusione di un percorso che inizia dal riconoscimento da parte della Regione Umbria della valenza strategica delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica, inquadrandole quale risorsa per una nuova organizzazione dei processi di lavoro in ambito sanitario e individuando quale primaria area di intervento la valorizzazione dell’apporto delle professioni, incentivando ed estendendo il conferimento diretto di responsabilità per le distinte aree professionali attraverso l’istituzione di specifici servizi diretti da dirigenti provenienti dalle stesse aree.

La Regione Umbria ha inteso sottolineare l’importanza della sottoscrizione del documento che – è stato detto – “rappresenta un atto di grande rilievo e riconosce alle professioni sanitarie un ruolo centrale nell’ambito del Servizio sanitario regionale, soprattutto in funzione dell’assistenza ai pazienti che potrà ulteriormente crescere nei suoi livelli di qualità ed appropriatezza”.

Al protocollo seguirà già entro il settembre prossimo, un atto di indirizzo della Giunta regionale a tutte le direzioni generali delle quattro aziende sanitarie per rendere concreta la nuova funzione delle professioni sanitarie nell’ambito della sanità regionale, anche in funzione della nuova organizzazione dipartimentale che è stata definita con l’atto.

Il sistema organizzativo delle professioni sanitarie, che sarà articolato su base dipartimentale, potrà essere modulabile in rapporto alla tipologia aziendale, alla dimensione aziendale, alla tipologia e alla dimensione e complessità dei servizi.

Il Protocollo prevede, sin da subito, l’istituzione della Consulta Regionale della Professioni Sanitarie quale organismo di supporto alla pianificazione delle attività delle professioni sanitarie. L’obiettivo è di collaborare alla determinazione delle linee di indirizzo per l’omogeneità degli interventi dei servizi sul territorio regionale, monitorare l’efficacia e la qualità degli stessi al fine di tutelare le esigenze del cittadino ed integrare professionalmente gli interventi degli operatori.