Aumento della produzione e della turnistica, da 10 a 15 turni settimanali, in uno dei laminatoi del settore Pix 1 dell’acciaieria di Terni: è quanto ha annunciato la direzione aziendale alle rsu e ai rappresentanti dei lavoratori della sicurezza, secondo i quali però “il numero del personale che l’azienda intende trasferire è insufficiente a garantire un corretto svolgimento delle attività lavorative. Non prevedendo assunzioni – dicono rsu e rls in una nota – si andrà inevitabilmente a sguarnire altre aree dello stabilimento già in crisi di organici, abbassando ulteriormente i livelli di sicurezza”. Per il reparto Titania, rispetto a quanto sottoscritto nell’accordo del 3 dicembre scorso al ministero dello Sviluppo economico, le rsu sottolineano inoltre “l’ennesima inadempienza aziendale, riferita questa volta al mancato rilancio di tale prodotto, in quanto risulta azzerata la produzione di tubi e coils”. “E’ inaccettabile – dicono ancora – che una eccellenza produttiva come quella del titanio venga abbandonata”. La nota ribadisce quindi “la totale contrarietà al piano di riorganizzazione aziendale, che tiene conto, come dimostrano queste ultime operazioni, del recupero secco dei costi a discapito delle condizioni di lavoro dei lavoratori stessi”. L’Ast ha annunciato che per il mese di maggio i volumi si attesteranno sulle 85 mila tonnellate nel reparto acciaieria (oltre a due mila tonnellate di fucinati), generando cinque turni di fermata, mentre nel laminatoio a caldo gli impianti lavoreranno a pieno regime, lavorando 82 mila tonnellate di prodotto. Per quanto riguarda l’area a freddo, la stessa azienda ha comunicato la lavorazione di 45 mila tonnellate di laminati a freddo e 18 mila di nastro a caldo, determinando anche in questo caso la saturazione impiantistica. Nel centro di finitura sono infine previste 20 mila tonnellate di Laf e 1.700 di Nac.