Si è ricostituito, a Terni, il Comitato degli abitanti di Santa Maria Maddalena. Le condizioni di degrado e scarsa sicurezza che imperversano nella città di Terni e che stanno tenendo banco negli ultimi tempi all’interno del dibattito politico, scrivono, non riguardano esclusivamente la pur grave situazione del centro storico cittadino. E’ il caso del quartiere di Santa Maria Maddalena, una zona semi centrale a ridosso dell’ospedale, che a causa di scelte sconsiderate vive a tutt’ora in un limbo di incuria e perenni costruzioni incompiute, a facile servizio della microcriminalità. Una situazione che si protrae ormai da dieci anni e che trae origine dalla decisione di costruire il quartiere stipulando una articolata convenzione, che tenesse insieme gli interessi comunali finalizzati all’intervento sulla viabilità nei pressi dell’ospedale, a causa dell’espansione abitativa nella zona Campomicciolo, proseguono, a quelli delle numerose ditte appaltatrici interessate all’edificazione del nucleo abitativo di S.M.Maddalena. Il tutto fu sigillato con un piano attuativo, che prevedeva le concessioni edili e lo sgravio da buona parte degli oneri di urbanizzazione per le ditte, in cambio della realizzazione di tali opere, tra cui quelle di viabilità, nonchè della nuova arteria stradale che il comune aveva progettato per l’incrocio di via 8 marzo. Passati tre anni, nel 2008 il comune si vede costretto ad intervenire in quanto, non solo le ditte non hanno mantenuto fede agli impegni presi, ma hanno iniziato a consegnare gli alloggi completati, pur privi di ogni certificazione di agibilità e degli allacci primari necessari alla domiciliazione. Nonostante ciò – prosegue il Comitato degli abitanti di Santa Maria Maddalena – viene rinnovata la fiducia, modificando il piano attuativo e regalando la possibilità di elevare di ulteriori due piani gli edifici ancora in costruzione, in cambio di una perentoria realizzazione delle opere di allaccio esterno alla viabilità del quartiere. Passano così ulteriori sette anni senza che si sia realizzato nulla di quanto previsto e si arriva all’ennesima delibera del piano attuativo, per poter procedere all’esproprio per pubblica utilità di quei terreni privati che ricadono sulle aree previste per le opere di viabilità. Intanto a tutt’oggi sono ancora numerose le famiglie della zona prive di certificato di agibilità per la propria abitazione. Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale l’Assessore all’Urbanistica Andreani, ha dato risposta ad una interrogazione in cui si chiedevano interventi sulla mancata concessione dei certificati di agibilità e sullo stato di incuria ed abbandono del quartiere. L’assessore – spiegano – ha affermato che la mancata realizzazione a tutt’ora delle opere di viabilità e dei relativi collaudi, non consente il rilascio delle certificazioni di agibilità, neanche per quelle singole abitazioni dove le ditte hanno compiuto onestamente tutti gli oneri a loro carico; mentre sulla zona di verde attrezzato che era prevista come da convenzione e sui costanti problemi di sicurezza derivanti dall’abbandono del quartiere, l’Assessore ha preferito evitare di toccare l’argomento. Il Comitato ha quindi chiesto, come prima azione, un confronto in audizione presso la prima commissione consigliare, per esporre le condizioni del quartiere e cercare di garantire un immediato impegno al fine di sbloccare la situazione.