Garantire all’attività neurochirurgica livelli di qualità e sicurezza sempre più elevati è l’impegno della struttura dipartimentale di Neurofisiopatologia dell’Azienda ospedaliera di Terni che a tal fine organizza, da oggi al 17 aprile, delle giornate formative pratico-teoriche dedicate al monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio in neurochirurgia, una tecnica evoluta che ancora pochi centri in Italia garantiscono e che a Terni è diventata ormai uno standard nel trattamento neurochirurgico elettivo di alcune patologie neurologiche e della colonna vertebrale. La struttura di Neurofisiopatologia di Terni conta ogni anno circa 2300 elettroencefalogrammi, 1300 elettromiografie, 300 potenziali evocati e 900 visite ambulatoriali. Ma quello che l’ha resa una risorsa insostituibile nell’ambito del trattamento neuro-oncologico e nella neurochirurgia traumatologica, sia cranica che spinale, è l’attività di monitoraggio intraoperatorio che consente di controllare la funzionalità di importanti strutture nervose nel corso di un intervento chirurgico, supportando il neurochirurgo al fine di garantire migliori livelli di sicurezza e di efficacia.

Rivolto alle numerose figure professionali coinvolte nell’attività, questo terzo aggiornamento professionale promosso dall’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni si svolgerà a Castedilago con la partecipazione del direttore del dipartimento di Neuroscienze Sandro Carletti, del responsabile della struttura di Neurofisiopatologia Domenico Frondizi e di altri esperti di caratura nazionale.