Al castello di Solfagnano si è conclusa la conferenza regionale “Paesaggi in prospettiva”. Nel corso della mattinata tre tavoli di lavoro hanno visto confrontarsi professionisti, esperti e portatori di interesse a vario titolo relativi allo sviluppo sostenibile delle aree interne della regione, allo sviluppo territoriale in cui siano coniugate la qualità del paesaggio e la qualità delle produzioni agricole e alla riqualificazione delle aree periurbane. “Nelle aree interne dell’Umbria – ha sottolineato l’assessore regionale Fernanda Cecchini – la questione principale da affrontare è quella di contrastare l’abbandono e la marginalizzazione. Il Programma di sviluppo rurale 2014/2020, attraverso alcune specifiche misure finanzierà non solo servizi di base per la popolazione locale al fine di evitare lo spopolamento di tali aree, ma anche la conservazione e riqualificazione degli elementi tipici del paesaggio, in particolare nelle aree a forte valenza ambientale e paesaggistica. Si opererà anche per il mantenimento di testimonianze culturali della tradizione rurale e dei saperi locali, con lo sviluppo di progetti innovativi e l’incentivazione di attività turistiche e artigianali. La qualità del paesaggio, in particolare quello rurale – ha proseguito – può essere un potente fattore di attrazione turistica ed una risorsa competitiva di importanza decisiva nell’economia regionale e nel marketing del territorio. Per questo è importante raccordare paesaggio e programmazione dello sviluppo ed incentivare la qualità paesistica delle trasformazioni agricole. Il paesaggio rurale, il paesaggio dei sapori e degli odori, del vino e dell’olio di qualità, delle lenticchie, del tartufo, del farro e dello zafferano – ha rilevato – è sicuramente quello maggiormente identificativo per la regione e che va valorizzato e ‘lanciato’ sempre di più sia in ambito nazionale che internazionale. Dunque, è necessario incentivare buone pratiche agricole, per salvaguardare i caratteri costitutivi di questi paesaggi. Circa l’agricoltura periurbana come possibilità di riqualificazione delle periferie delle città umbre “il mio Assessorato – ha ricordato l’assessore – ha sostenuto fortemente un protocollo d’intesa con l’Anci, l’Associazione dei Comuni, regionale ‘per la valorizzazione, riqualificazione e la diffusione delle conoscenze e delle pratiche relative all’agricoltura periurbana e agli orti urbani regionali’. Siglato a febbraio del 2014, l’obiettivo principale dell’accordo è stato la diffusione della cultura del verde e dell’agricoltura tra i cittadini, sia nelle città che nelle aree periurbane, al fine di limitare il consumo del territorio, specie di quello agricolo, migliorare gli stili di vita e la qualità dell’ambiente e valorizzare il paesaggio di prossimità ai centri abitati. Oggi, anche in risposta alla crisi economica e sociale – ha affermato – c’è una riscoperta delle buone pratiche agricole, della coltivazione degli orti, nel rispetto dell’ambiente, ma anche della qualità dei prodotti che giungono sulle nostre tavole. Il paesaggio – ha concluso – ha conquistato e conquisterà spazi sempre più ampi sia nelle politiche che nella programmazione regionale, come quella relativa al nuovo Programma di sviluppo rurale. È infatti responsabilità dell’intero sistema di governo, regionale e locale, cogliere le opportunità della valorizzazione del paesaggio nelle politiche che a diverso titolo investono il territorio umbro: far sì che il paesaggio diventi risorsa principe dell’Umbria, elemento propulsore dell’economia regionale”.