Presentato nei giorni scorsi il volume “Visioni urbane – La rivitalizzazione delle città dell’Umbria tra qualità e identità” realizzato dalla Regione Umbria e dall’Istituto nazionale urbanistica sezione Umbria. L’opera ripercorre le tappe dell’azione amministrativa e politica della Regione Umbria che, a partire dagli anni 70, ha portato alla progettazione e alla realizzazione di Piani Urbani che hanno inciso profondamente sul tessuto urbanistico delle città umbre. Con i Programmi Urbani Complessi (Puc) 2, rivolti ai Comuni umbri con più di 10mila abitanti, in fase di completamento, con 11 Comuni finanziati, 3 con popolazione inferiore a 10mila abitanti, con 48 Comuni che beneficeranno delle risorse attivate per i loro Programmi di sviluppo integrato, individuali o sovracomunali, la Regione Umbria ha compiuto un “cambio di passo” nel processo di rigenerazione urbana. L’integrazione fra il recupero e la riqualificazione della struttura urbanistica ed edilizia dei centri storici e la rivitalizzazione delle loro attività economiche ha rappresentato un elemento caratteristico dell’esperienza umbra fin dall’esordio dei programmi complessi su cui si è spinto ancora di più con la nuova generazione dei programmi integrati di sviluppo. Il volume “Visioni urbane – La rivitalizzazione delle città dell’Umbria tra qualità e identità” ne presenta risultati ed obiettivi, con schede e analisi dettagliate. Per quanto riguarda i Puc2, che attingono dalle risorse comunitarie la quota maggioritaria del finanziamento pubblico, gli 11 Comuni finanziati (Amelia, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Marsciano, Narni, Perugia, Spoleto, Terni, Todi, Umbertide) sono stati capaci di investire nella riqualificazione circa 510 milioni di euro, rappresentati per due quinti da finanziamenti pubblici e per i restanti tre quinti da risorse private. In particolare il Comune di Terni, che si è avvalso di tutte le occasioni create dallo Stato e dalla Regione, è riuscito a promuovere investimenti pubblici e privati per circa 87 milioni di euro. A Narni sono stati effettuati investimenti per oltre 60 milioni di euro. Dal rapporto fra investimenti totali e popolazione risulta un investimento medio per abitante variabile tra 272 (Perugia) e 3.437 euro (Todi), con una media di 1.010 euro/abitante per l’insieme dei Comuni. Tutti i Comuni si sono prefissi di migliorare la mobilità e l’accessibilità dei nuclei urbani con la realizzazione di parcheggi di interscambio (Amelia, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Marsciano, Umbertide), di percorsi meccanizzati e sistemi di risalita ai Centri storici (Amelia, Castiglione del Lago, Foligno, Marsciano, Narni), e di passerelle ciclopedonali (Spoleto). Per quanto riguarda il sostegno alle attività produttive, gli interventi hanno interessato principalmente attività esistenti. A Terni e Narni i progetti riguardano il recupero e la realizzazione di mercati coperti. I Comuni di Amelia, Città di Castello e Narni, potenziano i servizi turistico-ricettivi con spazi promozionali per valorizzare territorio e prodotti. Particolare attenzione alla diffusione delle nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione è stata dimostrata dai Comuni di Foligno, Narni e Perugia, che hanno presentato progetti per il cablaggio del centro storico e per la copertura Wi-Fi di piazze e percorsi pedonali. Per quanto concerne l’attivazione di interventi di genere e per categorie particolari di cittadini, rilevano i progetti di realizzazione di percorsi sicuri e protetti, l’incentivazione di strutture aggregative e assistenziali (Foligno e Narni, Spoleto, Terni e Umbertide), la realizzazione di residenze protette (Marsciano). I Puc3, che coinvolgeranno 48 piccoli Comuni, di cui 38 nei 9 Puc sovracomunali e 10 in altrettanti Puc individuali, si caratterizzano per l’introduzione di alcuni innovazioni, in primo luogo la promozione della riqualificazione è accompagnata all’invito ad aggregarsi per condividere progetti riferiti ad un territorio esteso e a opere di comune utilità. In sintonia con il bando regionale, finanziato con 15 milioni di euro poi innalzati a 23, i Puc3 agiscono su più ambiti: la qualità dell’ambiente urbano, la sfera sociale, l’edilizia residenziale, l’accessibilità secondo modalità ispirate alla sostenibilità, il turismo e la cultura, le attività produttive. Per quanto riguarda i programmi dai Comuni in forma individuale, tutti prestano grande attenzione al miglioramento della qualità dell’ambiente urbano, potenziando il sistema dei servizi, elevando la fruibilità degli spazi pubblici, creando spazi di aggregazione e verde pubblico. Il recupero, l’adeguamento e la nuova realizzazione di edifici e di attrezzature per lo svolgimento di attività culturali, con lo sguardo progettuale rivolto alla promozione del turismo culturale, sono un ingrediente comune a quasi tutti i PUC3. L’obiettivo che la Regione ha assegnato ai Puc3 sovracomunali (cui è stato riservato il 70% dei finanziamenti pubblici disponibili) è quello di rafforzare le “reti di relazioni” tra i centri abitati di più Comuni e di costruire “sistemi territoriali o tematici”. La qualità dell’ambiente urbano riferita all’insieme dei Comuni di ciascun Puc si conferma quale priorità progettuale. I Puc3 sovracomunali si qualificano per gli interventi in favore delle classi sociali maggiormente svantaggiate. Numerosi PUC2 e i PUC3 hanno agito sul miglioramento dell’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I Puc hanno concorso poi alla competitività del sistema economico, incentivando la nascita e soprattutto il consolidamento delle piccole imprese operanti nelle attività commerciali, turistico-ricettive, culturali, e nei servizi per i cittadini e le imprese. Insomma “una importante eredità che potrà essere utilmente spesa” per la nuova programmazione 2014-2020.