Maggiori controlli su immigrazione e anagrafe per prevenire e reprimere eventuali fenomeni di illegalità: va in questa direzione la sinergia tra le istituzioni di Terni approfondita nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta oggi in prefettura. Nel corso dell’incontro, presieduto dal prefetto Gianfelice Bellesini, anche con il contributo dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria oltre che dei vertici delle forze dell’ordine, è stato in particolare approfondito il tema delle verifiche di polizia anagrafica finalizzate a prevenire casi di residenzialità fittizia o facile. Secondo il prefetto, “la complessità dei temi richiede una risposta massimamente coordinata fra tutti gli apparati dello Stato, in modo da ricondurre a coerenza le azioni di ciascuno in un quadro strategico che non deve perdere mai di vista le prioritarie finalità di tutela della sicurezza dei cittadini e delle regole di convivenza”. Il procuratore della Repubblica Cesare Martellino ha sottolineato che “il problema dell’immigrazione non si può risolvere a livello locale, ma presuppone necessariamente accordi con i governi dei Paesi interessati. Il nostro sistema giuridico, tuttavia, pur essendo molto garantista, ci mette a disposizione degli strumenti che vanno utilizzati meglio, soprattutto nel valutare la personalità dei soggetti coinvolti”. Della stessa idea il gip Maurizio Santoloci, che ha affrontato la questione delle “maglie larghe” che il sistema offre a chi vuole continuare a delinquere sul territorio, come la sospensione della pena in caso di condanna e le ‘residenzialità facili’. “Dobbiamo sforzarci tutti di fare qualcosa in più – ha detto Santoloci – anche per fare emergere le denunce e le condanne precedenti che il magistrato deve poter vedere per evitare queste scarcerazioni facili”. Gli spunti offerti oggi saranno ulteriormente approfonditi all’interno del gruppo di lavoro che sta seguendo l’attuazione del “Patto per Terni sicura”.