In poco meno di quattro mesi all’ospedale di Terni sono state trattate dieci pazienti con una nuova procedura, messa in atto nella struttura di radiologia interventistica, per il trattamento mininvasivo, tramite embolizzazione, del fibroma uterino, il tumore benigno più comune del tratto genitale femminile, che nel 50% dei casi può causare dolori e gravi emorragie. Questo trattamento – spiega una nota dell’ospedale – che consente di conservare l’utero ed evitare un intervento chirurgico tradizionale, è indicato nei casi di fibromi sintomatici. L’embolizzazione garantisce un alto tasso di successo, riduce i tempi di degenza ospedaliera (una-due notti circa) e favorisce, in assenza di cicatrici chirurgiche, un recupero post-operatorio più semplice e rapido. Le pazienti candidabili all’embolizzazione vengono selezionate attraverso una visita ginecologica e successivamente inviate al radiologo per essere sottoposte ad una risonanza magnetica al fine di valutare le caratteristiche del fibroma ed escludere la presenza di patologie maligne associate.