Giovedì 19 marzo alle ore 18 nella chiesa di San Giuseppe lavoratore a Terni si terrà la solenne celebrazione per la dedicazione della chiesa e dell’altare, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese e concelebrata dal parroco padre Massimo Massimi, dai frati conventuali e dai sacerdoti della vicaria di Terni. La dedicazione delle chiese è una delle più solenni e significative cerimonie ecclesiastiche, riservata per la sua importanza ai vescovi. Nell’altare della chiesa verranno deposte le reliquie di san Francesco, san Giovanni Paolo II e san Valentino, riconosciute dal vescovo e chiuse col suo suggello. Consacrato l’altare, il vescovo consacrerà pure l’interno della chiesa, facendo su esse dodici unzioni col crisma in corrispondenza delle dodici croci poste sulle pareti della grande aula sacra semicircolare che costituisce la parte centrale della chiesa. La dedicazione e consacrazione della chiesa avviene dopo 28 anni dalla costruzione e inaugurazione. La prima pietra della nuova chiesa parrocchiale nel quartiere Cospea di Terni fu benedetta da papa Giovanni Paolo II il 19 marzo 1981, giorno della sua visita alla città e alle acciaierie. La chiesa fu inaugurata sei anni dopo, il 22 settembre 1987 dal vescovo Franco Gualdrini.

La chiesa di San Giuseppe lavoratore, già negli anni Ottanta, si è caratterizzata per la modernità della costruzione e la particolarità della struttura architettonica. Progettata dall’architetto Franco Maroni, è stata pensata come una grande aula sacra semicircolare e polifunzionale. L’architettura è basata sull’essenzialità formale e concettuale della simbologia cristiana come il campanile, che viene ripreso secondo un’estetica moderna a rappresentare una croce tridimensionale. Il complesso, che comprende anche un anfiteatro all’aperto e oggi completato dalla nuova costruzione dell’oratorio, ha una struttura quadrata che centralmente, nella zona dell’altare, diventa circolare. Il tutto è attraversato da due diagonali dei passaggi pedonali. Nell’area circolare convergono tutti gli elementi del presbiterio tra cui il caratteristico fonte battesimale, che è direttamente unito all’ambone a simboleggiare la fonte della vita nel battesimo in contiguità con l’ascolto della parola di Dio.

La caratteristica unica della chiesa è l’uso di pannelli mobili che permettono la connessione diretta tra interno ed esterno, per cui le celebrazioni possono essere seguite anche nel cortile ad anfiteatro, grazie anche all’altare ruotabile sia verso l’aula sacra che nella più piccola cappella feriale. La sala polivalente nella soluzione “chiusa”, permette la realizzazione di assemblee (400 persone).

Oggi la chiesa è stata arricchita anche dalle opere pittoriche di Enzo Melari dedicate ad alcuni brani dei Vangeli che partono dalla Genesi e che si concludono con la Risurrezione di Cristo, legati dal filo comune del lavoro, quello di Giuseppe artigiano e quello di una città industriale come Terni, dal lavoro di Dio nella creazione, all’opera di Dio nella Redenzione. Simboli che percorrono le opere dell’artista dall’accesa cromaticità e dalle linee armoniose dei paesaggi che s’intrecciano con il movimento dei personaggi evangelici.