Il non auto-scioglimento dell’ente camerale di Terni frutto dell’espressione di voto in consiglio dei rappresentanti di Confagricoltura, Confesercenti, artigiani aderenti a CNA, Cooperazione, Sindacati, Ordini Professionali e Consumatori, consente ed è bene aprire una vera discussione a Terni e provincia, sul futuro vero di questo soggetto pubblico”. Così si esprime Sandro Corsi, membro della giunta della Camera di Commercio della provincia di Terni, sottolineando come “sarebbe stato grave decretarne lo scioglimento dopo neanche un giorno di dibattito e nessuna interlocuzione reale, né presa di posizione pubblica di istituzioni, forze sociali e politiche del territorio e soprattutto senza che il governo, prendendosi le sue responsabilità, proponesse ed il parlamento legiferasse un compiuto e serio disegno di riforma della Pubblica Amministrazione. Il presidente e la giunta – prosegue Corsi – debbono essere i protagonisti di questo confronto e dibattito nel territorio segnando autonomia e responsabilità, consentendo al consiglio camerale di scegliere con piena contezza e secondo la legge. In ragione di ciò trovo non esaltanti dichiarazioni su forze più o meno rappresentative o del peso del voto in base all’appartenenza,tutto ciò non aiuta a consolidare profilo ed autorevolezza complessivo della rappresentanza camerale, prerequisito – conclude Sandro Corsi – di ogni dialettica prossima, interna ed esterna”.