Le Regioni avranno un ruolo “importante” per tutelare le esigenze dei territori nell’ambito del percorso che porterà all’attuazione del Piano di ridimensionamento degli uffici postali che in Umbria determinerebbe la chiusura di 15 presidi e il ridimensionamento di servizi in altri. E’ quanto emerso oggi nel corso della Conferenza delle Regioni con all’ordine del giorno anche la discussione del Piano approvato da Poste italiane. All’incontro, per la Regione Umbria è intervenuta la vicepresidente Carla Casciari. Per Poste Italiane erano presenti la presidente Luisa Todini e l’amministratore delegato Francesco Caio.

Nel corso dell’incontro Casciari ha fatto presente che “il processo di razionalizzazione messo in atto da Poste Italiane, ha già portato nel 2012 in Umbria alla chiusura di 32 uffici mentre altri 44 sono stati coinvolti nel processo di razionalizzazione degli orari. Ora, il nuovo Piano – ha detto – porterebbe alla soppressione di ulteriori 15 uffici, mentre altri 18 saranno interessati da riduzione di orari, andando a penalizzare soprattutto le aree rurali e montane che registrano un alto tasso di presenza di cittadini anziani. Come Regione – ha sottolineato la vicepresidente – abbiamo evidenziato la necessità che questo processo di trasformazione sia accompagnato da momenti di condivisione dei vari passaggi a livello territoriale anche per far sì che i cittadini abbiano il tempo di acquisire un’adeguata conoscenza delle novità introdotte dal Piano, come quella della telematizzazione di molti servizi. Inoltre le Regioni auspicano l’allungamento dei tempi di attuazione del Piano, ritenendo troppo breve il tempo di 60 giorni previsto da Agcom”. Casciari ha infine ricordato che “la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha manifestato personalmente alla presidente di Poste italiane Luisa Todini le preoccupazioni che sono state rappresentate prima di tutto dai cittadini specie quelli di alcune zone rurali e montane interessate dalle eventuali chiusure che determinerebbero gravissimi disagi, preoccupazioni che sono state espresse anche dall’Anci regionale e da alcuni parlamentari, oltre che dai sindacati”.