È stato presentato nei giorni scorsi il progetto “Empatic: Empowerment associazioni e volontari immigrati per la comunità” che ha l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale tra società di accoglienza e comunità straniere ed è stato pensato per favorire l’integrazione tra immigrati e cittadini umbri attraverso momenti di condivisione, partecipazione e progettazione di attività nei quartieri in cui convivono. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, è stato messo in campo dal’Associazione nazionale comuni italiani dell’Umbria in partenariato con le cooperative sociali Asad, Nuova dimensione, Polis e l’associazione di cooperative Noità e ha visto l’adesione dei Comuni di Perugia, Terni, Corciano e Torgiano. Empatic parte, dunque, da un coinvolgimento attivo e ha interessato, nei due capoluoghi di provincia, i quartieri a più alta incidenza di cittadini stranieri. A Perugia quelli di Pallotta e fonti, Fontivegge Ottagono Madonna Alta, Ponte Felcino e in parte Ponte San Giovanni e Castel del Piano, a Terni il quartiere Villaggio Italia. Quatto le macro azioni previste delle quali, mentre la prima ha comportato l’individuazione delle aree di attività, le altre riguardano interventi di mediazione, gestione dei conflitti interculturali con approccio peer to peer e partecipazione attiva alla vita pubblica locale. In ogni quartiere è nato un tavolo di coordinamento che si riunisce periodicamente e nel quale siedono insieme italiani e stranieri per partecipare con la rete territoriale coinvolta (istituzioni, associazioni di immigrati, di quartiere, di commercianti) alle decisioni sulle attività da svolgere, partendo da progettazione e programmazione fino alla loro realizzazione. Laboratori, momenti di scambio, feste etnico culturali, cene di quartiere, mercatini del baratto, animazione, giochi, eventi sportivi alcune delle iniziative. Tra le altre, l’organizzazione di eventi, già sperimentata a Ponte Felcino e prossimamente prevista a Terni, con la metodologia dell’open space che permette di strutturare l’incontro in modo che i partecipanti si sentano liberi di proporre argomenti da trattare. Con Empatic si prevede di riuscire a coinvolgere circa 5mila immigrati tra stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio umbro e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e non rientranti nel Fondo europeo rifugiati.