Condividere comuni strategie per far sì che le scuole utilizzino al meglio le risorse dei piani attuativi dei fondi strutturali: con questo obiettivo la vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Istruzione Carla Casciari, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, ha organizzato una serie di incontri sulle scuole del territorio finalizzati a presentare ai dirigenti scolastici, ai docenti e agli enti locali, tutte le opportunità che riserva la programmazione comunitaria per l’istruzione. La vicepresidente e i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale hanno incontrato i dirigenti delle scuole di Perugia, Terni, Spoleto, Città di Castello e Magione per approfondire i temi relativi al Programma Operativo Nazionale “Per la scuola: competenze e ambienti per l’apprendimento” e i Piani Operativi Regionali sul Fondo Sociale Europeo e sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per i prossimi sette anni, 2014-2020. Nel corso degli incontri la vicepresidente ha evidenziato come il Programma Operativo Nazionale per l’istruzione sia “fortemente intrecciato con la programmazione regionale in materia. Di conseguenza – ha aggiunto la vicepresidente – il Programma istruzione, gestito direttamente dal MIUR, va calibrato sulle realtà locali. In proposito, il Ministero ha individuato quattro assi prioritari d’intervento e cioè l’internazionalizzazione, la lotta alla dispersione scolastica, il miglioramento delle competenze chiave degli studenti e l’attuazione dell’agenda digitale. Macrotemi questi per l’attuazione delle quali la Regione è presente sui tavoli nazionali di confronto. In questo contesto, le scuole dovranno impegnarsi in una prima fase nella valutazione dei propri fabbisogni rispetto agli obiettivi prefissati, per poi studiare piani integrati di interventi per rispondere ai bandi finanziati per l’Umbria con risorse pari a 38 milioni e 200 mila euro”. Relativamente alle opportunità previste dal Programma operativo regionale, Casciari ha ricordato che “la Regione negli obiettivi tematici dei fondi destinati all’istruzione e formazione, ha indicato tra le priorità l’individuazione di percorsi per l’ulteriore riduzione dei tassi di abbandono scolastico. Anche se la popolazione umbra che non possiede almeno un diploma di licenza media è fra i migliori in Italia con una percentuale dell’11,9% – ha detto – questo non può essere considerato un risultato acquisito per sempre, anche in considerazione dell’impatto che il perdurare della crisi ha sulle famiglie. La nostra attenzione quindi – ha precisato – dovrà essere rivolta al recupero di quei giovani che sono usciti o rischiano di uscire dai circuiti di istruzione e formazione, mettendo a sistema tutte le azioni già in essere, costruendo un’offerta stabile di percorsi di formazione professionale qualificante e coerenti con i profili richiesti dal mercato del lavoro”. Oltre alla lotta all’abbandono scolastico, la Regione tra le priorità d’investimento ha individuato la programmazione di azioni finalizzate a garantire ai giovani e alle loro famiglie opportunità per la prosecuzione degli studi. “Per questa ragione – ha concluso la vicepresidente – nel POR sono stanziate risorse per finanziare borse di studio destinate agli studenti meritevoli delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Inoltre, sono state previste delle azioni per il miglioramento delle competenze chiave dei ragazzi con particolare attenzione alla diffusione delle cultura d’impresa. Infine, fondamentale per la Regione Umbria è l’obiettivo di rafforzare l’offerta di formazione terziaria e, in tal senso, sarà incentivata la partecipazione ai percorsi di Istruzione Tecnica Superiore rafforzandone l’integrazione con i fabbisogni espressi dal tessuto produttivo”.