C’era anche Bi Jiang Shan, capo ufficio stampa dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina, alla conferenza pubblica tenutasi questa mattina presso la Sala Consiliare di Palazzo Spada promossa dalla rivista “Scenari Internazionali” di Andrea Fais. Il rappresentante cinese ha portato un contributo importante anche nell’ottica della vicenda Thyssenkrupp-AST e dell‘iniziativa impostata dal comitato promotore della costituenda Public Company volta a delineare partnership anche con alcune aziende cinesi nel settore siderurgico. Nell’ambito degli incontri sono emerse interessanti opportunità per le aziende del territorio ternano ed in particolare per la costituenda Public Company, denominata Terni Acciai Speciali e Fucinati SpA, per la quale si è ufficialmente aperta la pubblica sottoscrizione delle azioni destinate ai cittadini ternani ed umbri presso il Notaio Clericò di Terni (da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 19, esclusi il sabato, la domenica ed i festivi). “Vogliamo ribadire con forza – ha sostenuto Giovanni Ceccotti Presidente della Lista Civica Progetto Terni – che in un momento particolarmente delicato del sistema economico ternano, umbro ed italiano, caratterizzato da una profonda e consolidata crisi delle aziende e delle attività produttive, laddove le multinazionali si accingono ad abbandonare il territorio e non ci sono singoli imprenditori che possono subentrare nella gestione delle aziende strategiche quali l’Acciaieria di Terni, il Comitato dei Promotori ha sviluppato unambiziosa idea imprenditoriale ed operativa: sfruttare le potenzialità dell’Acciaieria di Terni per continuare e sviluppare in questa città la produzione di acciaio inossidabile e fucinati, organizzando e razionalizzando la volontà di una Città intera che vuole contribuire direttamente nell’intervento che si richiede allo Stato Italiano, tramite la Cassa Depositi e Prestiti ed il Fondo Strategico Italiano ed eventualmente ad altri selezionati imprenditori di procedere con la gestione della delicata vicenda che vede coinvolta la grande Acciaieria di Terni, conclude Giovanni Ceccotti, alla luce di un evidente programma di dismissione e ristrutturazione da parte dell’attuale proprietà”.