Senza una revisione dei tagli previsti dalla legge di stabilita le Province umbre, così come tutte quelle italiane, nel 2015 non saranno più in grado di fare i bilanci. È’ il messaggio partito dalla seduta congiunta dei due Consigli provinciali di Perugia e Terni svoltasi nella sala del Consiglio della Provincia di Perugia. Ciò che è emerso è la fortissima preoccupazione di non riuscire più a garantire l’attuale livello dei servizi e di non essere più in grado di tutelare le comunità locali. “I tagli della legge di stabilità – ha detto il presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti, condividendo i concetti con il presidente di quella di Terni Leopoldo di Girolamo – renderanno impossibile fare i bilanci delle Province perché non ci saranno più risorse. Nessuno potrà più garantire i servizi minimi e le funzioni che la riforma Delrio riassegna alle Province e cioè scuole, strade, ambiente e pari opportunità”. Dal Consiglio unificato è anche emersa l’unanime consapevolezza che se cosi rimarranno le cose nel patto di stabilita, occorrerà fare gesti forti. Ad annunciarli è stato Francesco de Rebotti, consigliere provinciale, sindaco di Narni e presidente Anci Umbria. “Convocheremo i prefetti di Perugia e Terni e riconsegneremo le chiavi dei Comuni. I tagli imposti dal governo centrale – ha detto de Rebotti – riguardano non solo le Province ma anche i Comuni e le Regioni. I due Consigli provinciali hanno approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale ricordano che, se non rivisti, i tagli impediranno: il riscaldamento, i servizi telefonici e internet delle scuole, gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione degli istituti, con ripercussioni sui livelli di sicurezza degli edifici; la manutenzione ordinaria delle strade, i servizi di vigilanza ed emergenza in caso di neve, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua e dei laghi, la vigilanza ambientale, il trasporto pubblico locale aggiuntivo, quello cioè a carico del bilancio provinciale, i Centri per l’impiego e la formazione professionale.

La Provincia di Terni, fermi restando gli attuali tagli, per il prossimo periodo 2015-2017 prevede un disavanzo di 8 milioni nel 2015, 12 milioni nel 2016 e 16 milioni nel 2017. “Se rimarranno questi tagli, la situazione sarà difficilissima – ha detto il presidente di Girolamo – questo è un momento delicatissimo e particolare, nel quale si sta riscrivendo il rapporto fra governo centrale ed enti locali. Per far sì che questo disegno diventi virtuoso e non invece ostacolo allo sviluppo occorre, adesso, un’immediata e fortissima pressione di Regioni, Comuni e Province per ritoccare il maxi emendamento in modo che si rivedano i tagli annunciati, altrimenti si creeranno seri problemi a tutti i cittadini”. A proposito di personale, de Rebotti ha esortato i Comuni ad utilizzare gli strumenti della mobilità fra enti per coprire nuove esigenze di personale, ricorrendo ai dipendenti delle Province prima di indire nuovi concorsi. L’ordine del giorno è stato inviato anche alla Corte dei Conti.