Da ieri le coppie ternane, come quelle di ogni altro comune italiano, possono andare davanti al sindaco non solo per dirsi “Sì” e unirsi in matrimonio ma anche per dirsi “Addio”.

E’ infatti entrata in vigore dalla giornata di ieri la nuova normativa per il divorzio e la separazione “fai da te”, pensata per snellire le pratiche degli uffici giudiziari e risparmiare sui costi della giustizia civile, oberata – oltre che da tutto il resto – anche da quasi 150.00 procedure l’anno di divorzio o di separazione.

 Da ieri mattina all’ufficio Anagrafe del comune di Terni, in corso del Popolo, è quindi entrato in funzione il servizio per la separazione consensuale, richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Sono state tre le coppie ternane che hanno già avviato la procedura.

L’art. 12 della Legge n. 162/2014 prevede la possibilità per i coniugi di comparire direttamente innanzi all’ufficiale dello stato civile per concludere un accordo di separazione, di divorzio o di modifica delle precedenti condizioni di separazione o di divorzio. L’assistenza degli avvocati difensori è facoltativa.

Attenzione, però: le nuove disposizioni non possono essere applicate in presenza di figli minori o figli maggiorenni portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, e in ogni caso l’accordo non potrà contenere patti di trasferimento patrimoniale.

 Per promuovere una “adeguata riflessione” sulle decisioni da prendere, sono previsti due passaggi dinanzi all’ufficiale di stato civile a distanza di almeno 30 giorni l’uno dall’altro; nel primo i coniugi dichiareranno la concorde volontà di volersi separare o di voler divorziare, nel secondo confermeranno la volontà stessa e si procederà all’iscrizione dell’atto della ratifica dell’accordo nei registri di stato civile.

In ogni caso una riduzione drastica dei tempi delle procedure: attualmente il tempo di attesa medio in Italia  per definire un atto di separazione o di divorzio consensuale in tribunale si avvicina ai 6 mesi.

 Il tutto al costo di soli 16 euro per i canonici diritti di segreteria, bypassando – se lo si vuole – non solo i tribunali ma anche le parcelle da pagare uscendo dagli studi degli avvocati.

 Gli unici, questi ultimi, forse non particolarmente entusiasti della novità, assieme agli impiegati degli uffici anagrafe italiani, con carichi di lavoro sempre più consistenti ma con organici ridotti e stipendi bloccati da lungo tempo.

 Presto poi dovrebbe arrivare – è all’esame della commissione giustizia della Camera – anche il cosiddetto “divorzio breve”, con i tempi di attesa tra separazione e divorzio ridotti da 3 ad un solo anno, e fino a 6 mesi in caso di separazione consensuale.