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In occasione della ricorrenza del 25 novembre, Giornata Intenazionale Contro la Violenza sulle Donne saremo di nuovo in piazza per dire basta ai femminicidi e per ribadire ancora una volta che le donne sono libere di scegliere come condurre la propria vita e che non è giusto che a causa di questo debbano subire violenze e maltrattamenti, ne in famiglia ne nella società!

Quest’anno saremo in piazza e avremo nel cuore Franca, Giuseppa, Laura e tutte le altre donne uccise barbaramente da uomini assassini incapaci di rispettare le scelte delle donne.

Chiediamo che le istituzioni e gli enti sostengano azioni educative e informative da attuare prima di tutto nelle scuole e in tutti gli spazi che abbiano finalità aggregative o educative e di diffondere capillarmente i contatti e la conoscenza dei servizi antiviolenza attivi sul territorio, in modo da arrivare a tutte le donne e metterle nella condizione di potervi accedere.

Ci uniamo all’appello della Presidente della Regione Umbria e chiediamo che il Consiglio Regionale giunga all’approvazione della legge regionale sulle “Politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”, affinché si dia certezza ai finanziamenti dei servizi antiviolenza attivi nella nostra Regione. Le legge è pronta ormai da tempo ed ha effettuato tutto l’iter burocratico di preparazione, dunque basta giochi politici sulla pelle delle donne!

Rigettiamo il modo superficiale ed offensivo con il quale la maggior parte degli organi di stampa affronta il tema della violenza maschile contro le donne, un modo che rafforza gli stereotipi di genere e non fa altro che alimentare la cultura maschilista e patriarcale a causa della quale avvengono questi delitti.

Auspichiamo a questo punto anche l’inizio di una riflessione seria sul maschile che porti gli uomini ad isolare e a prendere le distanze da chi a livello culturale, sociale o personale si ostina a perpetrare comportamenti basati sul possesso, la coercizione, la segregazione, la discriminazione, l’umiliazione, il maltrattamento, la violenza, in una parola sul femminicidio!

In ultimo, ma non per importanza, crediamo che nella nostra Regione sia anche giunto il momento di affrontare, con una adeguata politica di assistenza e tutela, il tema della violenza assistita o diretta sui figli e le figlie delle donne maltrattate, spesso minori costretti a subire o ad assistere a violenze che lasciano il segno a vita.