Il tribunale di Terni è, insieme a quello di Vercelli, quello che soffre più, tra le 38 sedi giudiziarie medio-piccole italiane (quelle cioè con ambiti di competenza tra 150.000 e 300.000 abitanti), della carenza di personale amministrativo. Cancellieri, assistenti, ausiliari, personale di segreteria sono infatti di oltre un quarto (26,7%) sotto la pianta organica prevista.

Dovrebbero essere 75, in realtà sono solo 55 e questo, associato a una carenza di organico dei giudici togati (solo 16 sui 20 previsti), fa sì che nell’ultimo anno le cause civili definite nel palazzo di Corso del Popolo siano inferiori a quelle nuove che sono state avviate.

Il dato, tutt’altro che rassicurante, emerge dal censimento della giustizia civile realizzato dal Ministero della Giustizia e pubblicato on line nei giorni scorsi.

In realtà la situazione della giustizia civile a Terni (quasi i due terzi dell’attività giudiziaria in questo campo a livello nazionale fa capo ai Tribunali) risulta in termini assoluti meno drammatica di molte altre realtà.

Il numero di giudici togati – per quanto insufficiente rispetto a quanto previsto – è comunque nella media nazionale, e le cause pendenti da oltre 3 anni sono il 19,5% del totale rispetto ad una media nazionale molto superiore (28%), ma mentre a livello nazionale nel 2013 (così come nei due anni precedenti) il numero delle nuove cause e affari aperti è costantemente inferiore a quelle definite nel corso dei dodici mesi, a Terni si assiste ad una tendenza opposta: nel 2013 infatti sono state aperti presso il Tribunale ternano 7.573 nuovi procedimenti in ambito civile mentre ne sono stati definiti 7.294, circa 300 in meno.

Per quanto le cause pendenti al 31 dicembre 2013 fossero a Terni in numero sensibilmente inferiore alla media nazionale (circa 6.700 contro 15.800) è evidente quindi che il trend non può essere giudicato in maniera soddisfacente dai cittadini.

Così, mentre per ogni giudice togato – sempre nel 2013 – a livello nazionale sono state definiti 863 procedimenti civili, a Terni questa media scende a 729.

Un numero comunque rilevante, che rimanda alla cronica e diffusa carenza di personale negli uffici giudiziari italiani, ma che potrebbe appunto essere interpretato – nel caso ternano – proprio attraverso la pesante insufficienza di organico, a livello di record nelle strutture di dimensioni analoghe, dell’apparato amministrativo a supporto dei giudici impegnati nel palazzo di Corso del Popolo.