E’ terminata poco dopo la mezzanotte, senza un accordo tra azienda e sindacati, la riunione fiume sul piano industriale dell’Ast di Terni al ministero dello Sviluppo economico. La parti toneranno a incontrarsi mercoledì prossimo. Le posizioni emerse nel lungo confronto sono state condensate in un documento di sintesi elaborato dai rappresentanti del Governo e sul quale dovranno ora esprimersi azienda e sindacati. Quanto emerso dal confronto sarà valutato dai lavoratori dell’Ast in assemblee. Possibile che anche l’amministratore delegato Lucia Morselli si confronti con i vertici della ThyssenKrupp. La nuova fase della trattativa era cominciata martedì mattina ed è andata avanti in modo praticamente ininterrotto. Presenti il ministro Federica Guidi, la presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, oltre ai vertici dei sindacati nazionali.
Intanto l’amministratore delegato Lucia Morselli la notte scorsa ha fatto affiggere  ai cancelli dello stabilimento un “messaggio al personale” nel quale conferma “l’intenzione di mantenere l’integrità del sito produttivo di Terni escludendo qualsiasi ipotesi di smantellamento di impianti”. Nel comunicato di quasi due pagine il manager dell’acciaieria sottolinea che “nei prossimi due esercizi saranno in funzione entrambi i forni” i quali, se si arriverà ad un “ragionevole livello di profittabilità” e se “il mercato ne giustificherà l’utilizzazione, continueranno ad operare insieme. E’ per questo – continua – è essenziale che nel corso dei prossimi due esercizi venga fatto ogni sforzo per raggiungere i necessari livelli di efficienza ed i conseguenti livelli di risparmio di costi che sono stati fissati in una riduzione di circa euro 100 milioni”. Tra le riduzioni previste, quella del costo del lavoro si attesta su circa 30 milioni di euro, che Ast “ha pianificato di raggiungere con 290 esuberi ed una riduzione dell’onere del contratto integrativo per circa euro 14 milioni”. Dal numero complessivo degli esuberi vanno però tolti “165 colleghi che ad oggi hanno già pianificato di lasciare l’azienda”. Per quanto riguarda l’integrativo, “il sacrificio è richiesto – spiega ancora la nota – perchè riduce di 260 il numero complessivo degli esuberi”, consentendo ad Ast di “mantenere un organico strutturato per una capacità produttiva di circa un milione di tonnellate”. Coloro che decideranno di risolvere il loro rapporto di lavoro riceveranno un contributo straordinario di 80 mila euro. L’ad Morselli annuncia inoltre che nei prossimi anni saranno comunque “effettuati importanti investimenti per migliorare la qualità dei nostri impianti produttivi, incrementare i livelli di sicurezza ed aumentare la protezione dell’ambiente”. Confermate anche le spese di ricerca e sviluppo e il trasferimento della linea produttiva del freddo di Torino. Il management dell’acciaieria si dice infine “molto preoccupato degli effetti che la prolungata chiusura aziendale sta avendo sul futuro della stessa. La mancanza di produzione e di spedizioni ai clienti – spiega ancora – sta facendo perdere non solo ricavi attuali ma soprattutto commesse e contratti che sono indispensabili per il futuro della società”. L’amministratore delegato si augura quindi che “presto l’azienda possa ritornare alla normale operatività”.