“In una vicenda complessa e molto articolata non si può sostenere che il lavoro di confronto, sensibilizzazione e richiesta portato avanti dai lavoratori, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali a Bruxelles nella giornata di ieri sia stato risolutivo ma sicuramente si è trattata di un’azione positiva, portata laddove c’è un ruolo importantissimo da giocare da parte dell’Unione Europea. Non è  un caso  infatti che la situazione delle acciaierie di Terni si è ingarbugliata dal momento in cui sono andati a vuoto i passaggi di proprietà per l’intervento dell’antitrust europeo”, dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo al rientro dalla giornata di incontri a Bruxelles.
“Da parte di tutti gli interlocutori – prosegue il sindaco – è stata dimostrata grandissima attenzione, ma soprattutto da parte nostra è stata avanzata con nettezza la richiesta che emerga un trattamento equanime nei confronti dello stabilimento di Terni, al pari degli altri siti industriali di proprietà della T.K., quelli presenti in Germania, dove le difficoltà della siderurgia europea sono state affrontate con interventi a tutela dei lavoratori, ad iniziare dall’attivazione dei contratti di solidarietà.  Abbiamo chiesto in particolare ai parlamentari europei la messa in campo di misure reali a sostegno del piano europeo per l’acciaio, in quanto ritenuto settore strategico non solo per i singoli paesi dell’Ue ma per l’Europa nel suo complesso.
“Per quanto riguarda l’incontro con il nuovo presidente della commissione antitrust – aggiunge Di Girolamo – è stato incentrato sulla necessità di rivedere il pronunciamento dell’Ue perché è ormai assodato e ampiamente sottolineato da tutti coloro che sono intervenuti nella vicenda che il diktat a suo tempo  sancito dalla Commissione non solo ha cerato gravi incertezze sugli assetti proprietari, e tutt’ora impedisce soluzioni alternative, ma è anacronistico in un contesto di globalizzazione spinta, dove peraltro le grandi concentrazioni di produzione dell’acciaio si trovano ormai tutte fuori dall’Europa.  E’ necessario quindi che nuovi elementi siano forniti alle istituzioni europee. Su questo versante confidiamo in un contributo fondamentale del Governo che, già nell’ambito dell’incontro di domani al Mise, possa condividere una piattaforma da presentare alle istituzioni europee dell’antitrust  con tutte quelle informazioni e argomentazioni che possano portare a un possibile, diverso, pronunciamento degli organismi di vigilanza europei”.