Mentre la Giunta Regionale umbra pubblicizza le “virtù” dell’adeguamento del piano regionale rifiuti, Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero rileva come dopo 5 anni gli obiettivi del piano regionale rifiuti adottato nel 2009 non siano stati raggiunti né in termini di riduzione rifiuti, né di livelli di raccolta differenziata, né di applicazione della tariffa puntuale, né di incenerimento. La Giunta regionale ha invece adottato l’unica soluzione non prevista dal piano e cioè l’ampliamento di tre delle sei discariche umbre. La Giunta Regionale – prosegue il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero – non ha esitato a commissionare l’adeguamento del piano alla stessa azienda che aveva stilato il precedente piano. La soluzione indicata nell’adeguamento è la trasformazione dei rifiuti in CSS (Combustibile Solido Secondario) da bruciare fuori regione. Ancora una volta – sostiene il Coordinamento - non viene minimamente presa in considerazione la strategia Rifiuti Zero, che è l’unica opzione che determinerebbe l’abbandono delle discariche, di qualsiasi forma di combustione dei rifiuti e il pressoché totale recupero di materia. Il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero si dice favorevole ad una raccolta differenziata spinta e di qualità, estesa a tutta la popolazione umbra, raggiungibile introducendo premialità come la tariffazione puntuale (gli utenti pagano in proporzione ai soli rifiuti indifferenziati prodotti) o come la riduzione della tariffa per chi effettua il compostaggio domestico, visto che le realtà urbane che hanno intrapreso questa strada hanno ottenuto una riduzione del 20% nella produzione dei rifiuti con una recupero di materia compresa tra l’80 e il 90%.