E’ una piccola oasi incastrata nel traffico cittadino del centro di Terni, sconosciuta anche a molti ternani che vi passano accanto in automobile senza nemmeno notarla.

L’area verde di viale Guglielmi, intitolata cinque anni fa al fondatore del Lyons International Melvin Jones , è stata vittima, alla sua nascita una quindicina di anni fa, degli sguardi scettici di molti ternani, perplessi di fronte a quella immagine quasi lunare di grandi pietre e piccoli dossi artificiali, uno spoglio giardino stile zen giapponese catapultato inopinatamente tra strade e incroci della moderna città.

Oggi però quel giardino si è preso la sua rivincita, anche se soffre di alcune malattie che una maggior cura potrebbe evitare.

Il parco Melvin Jones infatti è diventato nel tempo un pregevole squarcio di natura a portata di tutti, una delle non molte aree verdi interamente calpestabili nel centro cittadino, un piccolo polmone di ossigeno e di frescura soprattutto nella canicola estiva, ricco di vegetazione, alberi e arbusti di varie specie, dagli abeti ai lecci ai tigli e tanti altri ancora, viottoli in terra battuta e l’erba accanto da calpestare, con solide panchine integralmente di legno ancora inaspettatamente intatte, una fontanella di acqua freschissima che sgorga da un vecchio ceppo, due piccoli stagni con felci e ninfee nei quali sguazzano i classici pesci esotici rossi e bianchi.

Un parco in miniatura, dunque, ma con tutte le carte in regola per offrire una sosta, un momento di riflessione, di osservazione e – perché no? -  di lentezza, ed anche un ristoro e una protezione acustica dal rumore del traffico cittadino che gli scorre tutto attorno.

Peccato quindi, a maggior ragione, che la cura e la pulizia di questo piccolo gioiello verde presenti problemi, a causa dello scarso senso civico di chi lascia bottiglie vuote, lattine, cartacce ed altri rifiuti sparsi qua e là, rigorosamente in attesa di essere rimossi da chi di dovere.

Peccato soprattutto che non esista un sistema di illuminazione, che potrebbe essere anche di portata poco invadente, il che ne rende assai limitato l’utilizzo nelle ore serali e notturne.

Eppure basterebbe veramente poco per valorizzare al meglio uno tra i più interessanti e gradevoli tra i molti spazi verdi di cui è ricca la città, ma ai quali la cura dei dettagli e della manutenzione in alcuni casi fa difetto e fa la differenza in negativo.

A parte ciò, conoscere e vivere anche una volta ogni tanto questa piccola oasi di verde nel cuore del traffico urbano è comunque una piacevole ed originale esperienza da consigliare a tutti.